Rassegna storica del Risorgimento

RISORGIMENTO INTERPRETAZIONI
anno <1968>   pagina <398>
immagine non disponibile

398
Snlrtitora Russo
c'è anello ima divèrsa mentalità che si manifesta nella ricerca Morirà: più vicino il Romeo ad una ricerca scientifica oggettiva* che pur non negando la contem­poraneità della sLoria, la superi nell'ideale della più completa conoscenza scien­tìfica, più sensibile il Moscati alle ragioni etiche della ricerca storica, quelle ragioni che qualificano il nostro stesso conoscere in rapporto a fondamentali comandamenti morali. Da ciò si deduce che, pur non essendo formalmente im­pegnato da nessuna particolare verità di parte, il Moscati si senta legato ad una specifica tradizione risorgimentale, quella che fa coincidere il Risorgimento con quella linea di progresso materiale e morale che si realizza nella libertà, dove evidentemente è già implicito che tale linea non coincida pienamente con la figurazione storica dello Stato e della società risorgimentale. Il rigore di tale convincimento non è provato, ovviamente, tanto da ciò che il Risorgimento è stato, ma da ciò che da esso ha potuto nascere, sia pure sul piano di un suo progressivo allargamento alle classi popolari, inizialmente estranee ad esso. Sic­ché, mentre in Romeo la polemica sul Risorgimento è soprattutto anti-marxista, nel senso di recuperare ciò che il Risorgimento fn e rifiutando ciò che avrebbe dovuto essere secondo le intenzioni attuali dei suoi critici, per Moscati la pole­mica si sviluppa nel senso di una indicazione della fecondità dei principii ideali del Risorgimento e quindi in definitva della loro attualità.
Ciò, se situa il Moscati in una posizione ben precisa, lontano certamente da quelle posizioni che, ad esempio, E. Ragionieri considera le più attuali nella ricerca sul Risorgimento (per lo storico marxista il Risorgimento visto con mentalità spregiudicata e moderna è soprattutto un fenomeno classista legato alla rivoluzione europea della borghesia)1 serve anche a definire la posizione di Moscati nella storiografia liberale, nella linea, per intenderci, più vicina al Croce.
Ma quale è il Croce che è soprattutto presente a Moscati? Per compren­derlo seguiamo le linee di quel suo Ricordo di Benedetto Croce, opportu­namente inserito nel volume, pur essendo il testo di una rievocazione tenuta a Torino in occasione del centenario della nascita del filosofo. Il Croce di Mo­scati è un Croce che concede alla polemica di questi ultimi anni la propria esplicita connessione con il materialismo storico di Labriola. Si sa che Gramsci ci ha abituati a questa derivazione, anche se è certamente falso, come anche Vittorio Frosini ha sostenuto nella sua Storia della critica al marxismo in Italia, che tutto il pensiero di Croce sia stato una polemica con il materialismo sto­rico. s) Moscati accetta dicevamo la discendenza di Croce da Labriola, ma ne limita subito l'importanza alla scoperta dell'utile, alla considerazione della forza in politica, ad alcune suggestioni certo tenute presenti nella crociana contemporaneità della storia. Ma intanto questo nesso con il Labriola in un certo senso condiziona la ricostruzione del pensiero crociano nel quadro dei rapporti tra teoria e prassi, nell'ufficio civile della filosofia, nella storia conce­pita come educazione alla vita etica e civile. In effetti il Croce di Moscati è tutto nel neBso tra pensiero e azione, in quel concepire la storia pensiamo soprattutto alla crociana Storia come pensiero e azione come mediazione
'J E. RAGIONIERI, Politica e Amministrwàone nella storia della hai in Unita, Bari, Laterza, 196?; cfr. soprattutto il I capitolo: Fine del Risorgimento? Alcuno consfr deruzioni sul centenario della Unità d'Italia .
2) V. FKOSINI, Breve Storia della Crìtica al Marxismo in India, Catania, Bonanno, 1965, p. 52.