Rassegna storica del Risorgimento
RISORGIMENTO INTERPRETAZIONI
anno
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1968
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pagina
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399
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Interpretazioni del Risorgimento
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teoretica del presente ma anche come preparazione all'azione politica e civile; un Croce, per intenderci, maestro di libertà nell'indagine storica, ma anche tale nell'impegno civile della lotta al fascismo. Quella che Gramsci bollava come storiografia speculativa e a cui egli stesso contrapponeva una storia tutta poli tica, qui è accettata con l'esplicita convinzione che il ricorso al mondo dello spirito è invece ciò che determina il profondo carattere morale della storio* grafia crociana; per dirla con le parole di Moscati, la migliore lezione crociana è quella che insegna che la forza viva della storia è la cultura intesa come vita morale (pag. 122). Da qui la polemica che Moscati sostiene con chi vorrebbe legare la fortuna del Croce a la bette epoque, con chi vorrebbe, pensiamo ad esempio a Cantimori, della prefazione alla Crisi della Civiltà di Htuzinga. nell'edizione sansoniana del 1962, legare Croce a quel mondo di conservatori illuminati a cui appartenevano ad esempio R. Rolland, Zweig, Mann, Jaspers e lo stesso Huizinga. Per Moscati la figura di Croce può avere certamente in alcune sue opere e in alcuni snoi aspetti questo legame storico con un'età specifica della civiltà europea, ma nella sostanza èssa appartiene alla più. degna storia d'Italia e d'Europa, tanto da potere veramente figurare accanto ai grandi non più legati ad una età limitata.
La prova di questo discorso, come è ovvio, egli la desume dalla grande storiografia crociana. Ma proprio qui egli indubbiamente ci fornisce il criterio per meglio intendere il suo pensiero. Poiché rievocando le due grandi storie crociane, quella d'Italia e quella d'Europa, pur senza dirlo esplicitamente, egli antepone la seconda alla prima. E ciò non perché egli accetti la figurazione odierna della crociana Storia d'Italia, la grande accusata, come egli dice, della recente storiografia (pag. 92). Anche in quest'opera egli riconosce i grandi meriti di Croce storico. Non accetterebbe il Moscati evidentemente il giudizio del Ragionieri, secondo cui l'opera crociana va letta tenendo conto che essa fu scritta non solo contro il Fascismo, ma anche contro la critica democratica, che escludeva dalla lotta al totalitarismo l'ipotesi di una restaurazione dello Stato liberale. Concetto che, come è chiaro, è desunto ancora una volta dalla definizione gramsciana della storiografia crociana come storiografia della restaurazione: secondo il Moscati invece l'opera ha un chiaro fondamento storico, del resto riconosciuto da tutti coloro che, a cominciare dallo Chabod e dal Maturi, hanno rigettato l'accusa di ottimismo panglossiano nel quadro tracciato dal Croce-Ma indubbiamente, come lo stesso Moscati riconosce in un altro passo del suo libro, la storia d'Italia del Croce ebbe uno scopo decisamente etico-politico (pag. 12), quasi un prevalere dell'urgente e pressante interesse di ricordare alla classe politica del paese quella patente di nobiltà che poteva giusti ficare la sua opposizione al regime vigente.
Sicché in definitiva qui mancherebbe quell'apertura sul futuro, ed insieme quella totale liberazione dal presente che giustifica in pieno proprio dal punto di vista della eticità della cultura la migliore storiografia crociana. Caratteri, per intenderci* invece presenti in tutta la Storia d'Europa e nell'epilogo famoso di essa che, come giustamente fa notare ri Moscati, nutrì gli spiriti migliori della giovinezza italiana e rutta la generazione che preparò la rinascita d'Italia (pag. 126). Ed anche qui è opportuno sottolineare una differenza con il Romeo, che* in una recensione all'edizione economica della Storia d'Europa,
X) E. RAGIONIERI, op. cit.., p. 275.