Rassegna storica del Risorgimento

BANCO DI NAPOLI PUBBLICAZIONI; BIBLIOTECA DI STORIA ECONOMICA (
anno <1968>   pagina <403>
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La biblioteca economica del Banco di Napoli 403
enunciazione di astratte teorìe. Dalla storia attinge largamente per intuire quali saranno le conseguenze dei fatti presenti. La sua cultura e l'esperienza di oltre mezzo secolo di attività politica, didattica e scientifica lo invitano a profetiz­zare gli avvenimenti futuri. Naturalmente, non è solo la situazione economica, nei suoi momenti difficili e nei suoi periodi di floridezza, die viene passata in rassegna, ma gli stessi avvenimenti politici e bellici sono sottoposti ad un accu­rato vaglio. Nell'esame degli avvenimenti, cerca di essere il più possibile obiet­tivo o per lo meno osserva il curatore cerca di spiegarli con ragioni che egli ritiene tali. Si può condividere o respingere questa o quella tesi del Cor-bino, ma non si può fare o meno di esaminarla e di discuterla. Contrariamente ad un pregiudizio diffuso, la obiettività è possibile anche nello studio dei pro­blemi contemporanei, se si esamina senza altra passione che quella del proprio giudizio, sincero, ossia con l'amore della verità (p. XIX). Sicché, la raccolta di articoli, in questa prospettiva, diviene fonte di documenti per Io studio della storia dei fatti e del pensiero economico-sociale di un perìodo a noi vicino.
Il secondo volume della collana è opera di un giovane studioso della scuola storica napoletana. Luigi Izzo,1) che ha condotto un'accurata ed organica indagine di storia demografica. H movimento della popolazione costituisce l'ele­mento motore delle più importanti trasformazioni della vita economica. Sic­ché, ogni qnal volta ci si propone Io studio delle vicende economiche di un paese, il primo elemento da mettere a punto è quello demografico. È ciò che ha fatto lizzo, il cui lavoro è rivolto alla Calabria nel XIX secolo. La domanda che egli si pone è questa: La relativa immobilità della vita economica e sociale calabrese dipese da una insufficiente pressione demografica? Or se questa ci fu, operò per caso in una direzione diversa da quella che aveva contribuito a trasformare radicalmente la vita di molti paesi europei?. Per rispondere l'A. ba dovuto calare il movimento demografico nelle vicende eco­nomico-sociali e politiche della Calabria. Ih tal modo, all'esame del saggio d'incremento della popolazione, all'addensamento demografico, alla composizione della popolazione secondo le categorie professionali, al grado d'istruzione, al movimento dello stato civile, ha fatto corrispondere l'illusi razione delle con­dizioni dell'agricoltura, dell'industria, delle opere pubbliche, degli istituti di credito della regione. Dall'esame risulta che al quasi continuo accrescimento della popolazione, per tutto l'arco del XIX secolo, non corrisponde il benché minimo sviluppo economico. Le cause erano da attribuirsi, in prima linea, alle condizioni in cui versava l'agricoltura e l'industria della regione. Terre poco fertili, prive di acqua e strade di comunicazione; i contadini ignari delle più razionali tecniche di coltura, i possessi nelle mani di grossi proprietari assenteisti o divisi in piccoli appezzamenti di nessuna utilità per il contadino* proprietario. La mancanza di capitali non consenti un adeguato sviluppo delle industrie, che hi Calabria, sotto forma di artigianato, erano diffuse nei primi due decenni del secolo. Un qualche risveglio si ebbe, dopo il 1815, specie nel­l'industria serica, molto rinomata anche all'estero; ma l'espansione era merito esclusivo della politica dogonale borbonica, che impediva alle industrie stra­niere di muovere concorrenza alle napoletane. Dopo l'Unità italiana, quel ri­sveglio fu presto smorzato dalla concorrenza che i prodotti del nord mossero
i) L. Izzo. Là pope/Timone mlabrmé nel secolo XIX, Demografia ad economia, Napoli, SX, 1965, pp. VW65, L. 7.000.