Rassegna storica del Risorgimento

BANCO DI NAPOLI PUBBLICAZIONI; BIBLIOTECA DI STORIA ECONOMICA (
anno <1968>   pagina <405>
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La biblioteca economica del Banco di Napoli 405
eonda, vengono considerati gli scritti dei progettisti e riformatori; la terza è dedicata ai problemi che preoccupavano lo Stato ed ai provvedimenti presi per risolverli. Divisione questa del tatto convenzionale essendo disagevole ad esempio, chiarisce il curatore disgiungere in Nicola Maria Nicolai lo scrittore dottrinario dal segretario della Congregazione Economica (p. VII). Argomenti degli scritti sono l'agricoltura, il commercio l'industria, la finanza pubblica, gli istituti di credito. Notevole sono le divergenze di pensiero dei dot­trinari sulla libertà del commercio, sul sistema d'imposizione, sull'intervento dello stato nella produzione e così via. Il debole prodnttivismo del Pacca non riusciva a convivere agevolmente col duro fiscalismo del Cristaldi e col sistema imprenditoriale sostenuto dal Guerrieri Gonzaga. All'eclettico Valeriano, che accede largamente alle idee del Beccaria, del Galiani e di Pompeo Neri, fa riscontro il riformismo del Micara ed il conservatorismo del Monaldo. Altret­tanta confusione esiste nei provvedimenti politici. Raramente infatti come in questo periodo osserva il Colapietra si può assistere ad una stretta e spesso efficace compenetrazione tra elaborazione teorica riformatrice e concreta opera di governo, ad un parallelismo cosi esemplare tra divergenze dottrinarie e contrasti politici (p. VHI). Dal contrasto delle idee e dei provvedimenti, dal passato e presente, che si confondono nelle menti più elette dell'epoca, balza chiara la visione di uno stato, che si adagia da tempo su viete strutture.
La raccolta di documenti del Colapietra si rivela così di pregevole inte­resse per gli storici politici e dell'economia. Essi potranno trarre preziosi elementi per lo studio di un periodo in cui si comincia ad assistere ad una quasi completa paralisi amministrativa dello Stato pontificio, all'affievolirsi della sua fecondità civile e sociale, ed allo sgretolamento delle virtù politiche dello stato ecclesiastico, avviandosi, così, sulla strada del definitivo tramonto, ancora prima dell'affermazione della formale e definitiva crisi rivoluzionaria.
FRANCESCO BALLETTA