Rassegna storica del Risorgimento

MOTI DEL 1831
anno <1968>   pagina <419>
immagine non disponibile

GLI INIZI DEI MOTI DEL 1831 A MODENA
Francesco IV, sventata la congiura di Ciro Menotti, si allontanava da Mo­dena il 5 febbraio 1831 avviato a Mantova.
Mio padre era a cavallo* non per panca certo, ed il convoglio delle car­rozze era in mezzo a dne divisioni di truppa. Parte del battaglione, coi cannoni, erano davanti a noi; alcuni dragoni ed il rimanente del battaglione dietro. Si andava a passo e spesso con fermate .lj
Così suo figlio Francesco V, che allora non era ancora dodicenne, iniziò poi nei suoi Bicordi il racconto di quel viaggio.
Era una sera fredda. La lunga fila delle carrozze si mosse lenta per Rua Granda. Imboccata la via Emilia, si diresse alla Porta Sant'Agostino. Le torce accese sulle vetture rendevano mesto il corteo. Uscivano da Modena, accompa­gnando la famiglia reale, le guardie d'onore, le cariche di Corte, le persone più in vista del governo di Francesco IV. Ciro Menotti seguiva su di un pic­colo calesse, mèzzo coperto, tirato da un cavallo , scrisse Francesco Sossai nella sua Cronaca.s)
Non vogliamo ricostruire le vicende che precedettero la partenza di Fran­cesco IV. La cospirazione del 3 febbraio, lo scontro con le truppe ducali, l'arresto di Ciro Menotti e dei suoi compagni sono fatti universalmente noti. Vorremmo piuttosto ripercorrere le vicende del piccolo Ducato nei giorni che immediata­mente seguirono la fuga del Duca, sino all'elezione delFaw. Nardi a Dittatore di Modena. Sono poche giornate, tre ad essere precisi, ricche tuttavia di avveni­menti caratteristici e significativi. Si cercava di risolvere il problema di un nnovo governo che fosse accetto, almeno in un primo tempo, tanto ai rappre­sentanti del Duca quanto ai liberali.
Gaetano Salvemini, sottolineando che le rivoluzioni del '31 ebbero aspetto diverso da quelle del '21 a Napoli e in Piemonte di carattere militare, scrisse: Nell'Italia centrale è la borghesia cittadina, sono larghe zone dell'artigianato, è nna buona parte della stessa nobiltà laica che si rivoltano contro il governo ecclesiastico e contro i governi dei duchi di Modena e di Parma. I vecchi go­verni cadono ad un tratto, senza opporre nessuna resistenza. Si vede che nessuna forza li sostiene .s) È una diagnosi che appare subito perfetta. Partendo da questa osservazione generale, ma concreta, ci è parso di trovarne nna nuova esemplificazione e dimostrazione negli episodi modenesi che si svolsero all'inizio del febbraio 1831.
In quelle giornate vediamo affacciarsi aia pure timidamente alla lotta poli­tica i ceti additati dal Salvemini. Il che Bpiega anche l'andamento incerto, so* spettoBo, in un certo senso inadeguato delle trattative che portarono la citta
1) Da i Ricordi sugli avvéniménti del 1831 di Francesco V, scritti verso il 1842. Pubblicati da G. SFORZA, La Rivoluzione del 1831 nel Ducato di Modena, Romii, A [brighi e Segati, 1909, p. 226.
3) FRANCESCO SOSSAI, Cronaca di Modena, Brani inediti pubblicati da G. SFORZA, op. ri/., p. 216.
8) GAETANO SALVEMINI, // Risorgimento italiano, voi. Ili; Le esperienze del 1S20-21 e del 1831, in Scritti sul Risorgimento, Milano, Feltrinelli, 1961, p. 406.