Rassegna storica del Risorgimento

MOTI DEL 1831
anno <1968>   pagina <422>
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Paolo Bernardelli
mente degli atti della Comunità di Modena, dai quali risulta, si può dire quasi ora per ora, il succedersi degli avvenimenti; per l'ambiente e lo stato d'animo diffuso in quei giorni, della Cronaca del Sossai ricca di interessanti annotazioni.
La notte del 4 febbraio era passata tranquilla. Le mura della città co­perte di sentinelle scrive il Sossai sono illuminate da spesse fiaccole; due pezzi di artiglieria tengonsi impostati verso la strada di Carpi.1) Gruppi di rivoltosi, che la notte prima non erano riusciti ad entrare in Modena, vaga­vano attorno alla città. Anche le vie di Modena erano state illuminate fino a giorno. Era stato questo l'unico provvedimento preso dal Comune durante il giorno 4. -> In quello stesso giorno, il Direttore di Polizia provinciale dr. Vin­cenzo Poli aveva sospeso l'uso della maschera, concesso per il carnevale, e proibito qualunque piccolo attruppamento di curiosi,8) che nel caso sarebbe Stato sciolto dalla pubblica forza.
L'atmosfera era tesa. Il Duca Francesco IV, nonostante l'arresto di Ciro Menotti e dei suoi compagni, non si attendeva nulla di buono. Nella Corte intanto continuo armamento e preparativi di difesa.4) H giorno 5 trovò Mo­dena in stato di sospetto e di incertezza. Il palazzo ducale circondato dalla truppa, gli ingressi chiusi ad eccezione della porta principale davanti la quale stavano due cannoni con la miccia accesa. All'interno i servitori di Corte, le guardie d'onore, i dignitari si stringevano attorno alla persona del Duca ed alla sua famiglia.
L'inquietudine andava crescendo col giungere delle notizie di nuove ribel­lioni nel Ducato. Guidato dal maggiore Ferrari arrivava nel frattempo parte del corpo dei cacciatori del Frignano, che andava a schierarsi in aiuto ai com­pagni, giunti il giorno prima, sulle mura della città e nella cittadella.
II Comune in questi frangenti non prendeva iniziative. H direttore della Rea! Casa chiedeva con insistenza che nelle notti seguenti venisse somministrata maggior quantità di olio ai fanali della città, e che di nuovi ne fossero collocati nei luoghi più opportuni.6) Il cancelliere Lugli chiedeva che fossero inviati al carcere dell'Ergastolo diverse coperte, cucchiai e scodelle e all'Ospedale crinali e pezze >. ) H marchese Luigi Rangoni, ministro di Pubblica Economia, annunciava che truppe austriache sarebbero giunte in Modena e chiedeva che si provvedesse per il casermaggio.7) H Comune si limitava ad impartire le necessarie disposizioni. Sono provvedimenti che denotano lo stato di appren­sione e l'intenzione di reagire all'incombente minaccia di nuove sommosse.
Ma ecco, nel corso della giornata, le due notizie che determinarono Fran­cesco IV ad abbandonare Modena: la sommossa scoppiata a Bologna ed il rifiuto, portato dal capitano Brocchi, del Comando militare austriaco in Verona, di inviare, senza un preciso ordine di Vienna, truppe in aiuto del Duca. Il capitano Brocchi raccontava inoltre di essere stato fermato presso Carpi da un gruppo di armati mirandolesi e di essere riuscito a mettersi in salvo ed a rag­giungere Modena attraverso molte peripezie.
i! F. SOSSAI, op. cit., p. 214.
2) protocotto generale degli Atti dell'Il Lina Comunità di Modena per Vanno 1831, 4 febbraio, atto 384, in Archivio Storico Comunale di Modena
8) Avvito in data 4 febbraio 1831, pubblicato in G. SFORZA, op. cfc, p. 343.
*) S. SOSSAI, op> citn p. 214.
s) protocollo generale eli., S febbraio, atto 390.
6) Protocollo generale cit., 5 febbraio, atto 392.
7) Protocollo generale cit, S febbraio, atto 391.