Rassegna storica del Risorgimento

MOTI DEL 1831
anno <1968>   pagina <425>
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/ moti del 11131 a Modena
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Ionia bensì* ed elezione del Popolo Modenese eransi prestati alla presente ossequiente domanda.
E interessante notare come questi delegati, consapevoli della gravità del passo da loro compiuto, si preoccupavano di giustificare la propria condotta di fronte al rappresentante del governo del Duca, dichiarandosi quasi forzati dalla volontà popolare.
Il conte Guidelli ed il marchese Rangoni, dopo lunghe discussioni, accol­sero le richieste dei delegati all'unirò scopo di mantenere il buon ordine ed impedire che non succedano disordini e spargimenti di sangue, segnatamente nella mancanza in cui trovasi di Forza Militare.... Ma posero come condi­zione che fosse impedita ogni vendetta particolare, garantita la proprietà di qualunque cittadino, nessuno eccettuato , che fosse Ubero ai sottoscritti (Gui­delli e Rangoni) di assentarsi unitamente a qualunque individuo ed impiegato di qualunque specie, compresa la poca truppa qui esistente per raggiungere S.A.R., assicurando che la truppa predetta non avrebbe fatto alcuna ostilità . *)
Questo primo successo dei liberali, a richiesta dei delegati stessi e del popolo modenese adunato in piazza, venne annunciato alla ringhiera del Palazzo comunale, alle ore una e mezza. Quale comandante la nuova Guardia di cittadini, fu scelto il colonnello Pietro Maranesi ed il podestà Rangoni gli inviò subito la lettera di nomina. In tale scritto era detto che la guardia veniva costituita in via provvisoria per mantenere a nome di S.A.R. il buon ordine e la pubblica tranquillità . 2)
Contemporaneamente il Podestà informava il lem col. Papazzoni, il mag­giore Ferrari ed il Comando di Piazza della decisione presa per la istituzione di una Guardia di cittadini che avrebbe dovuto operare unitamente alle truppe per il mantenimento della pubblica quiete. 3) I tre comandanti risposero imme­diatamente4) assicurando che avrebbero eseguito gli ordini ricevuti e preso i necessari accordi con il colonnello Maranesi.
Così, per vie legali, venne costituita la Guardia di cittadini, che sarà ben presto chiamata Guardia Nazionale, e le poche truppe ducali rimaste in Mo­dena passarono praticamente alle dipendenze del colonnello Maranesi.
Ottenuta la scarcerazione dei detenuti politici e la costituzione della Guardia urbana, i deputati del popolo modenese non presero ulteriori iniziative fino a sera. Nel frattempo tuttavia i soliti tumultuanti , racconta il Sossai, ognora più arditi, fanno aprire forzosamente la Porta Bologna a due mode­nesi proscritti, portanti ciascuno una bandiera, rosso, bianco e verde, seguiti da una trentina di fuoriusciti bolognesi armati, ai quali unisconsi cento circa di questi giovani, quasi tutti provvisti d'armi essi pure, che, ad esempio dei
-0 Atto della Comunità di Modena n. 398 del 6 febbraio 1831. Archivio di Stato di Modena, Fondo di Alta Polizia austro-estense, Allegati relativi al n. 1228 di proto collo del Ministero di Buon Governo, Filza n. 1/82.
2) Alto dela Comunità di Modena n. 394 del 6 febbraio 1831. Archivio di Stato di Modena, Fondo di Alta Polizia austro-estense, Allegati relativi al n. 1228 di proto* collo del Ministero di Buon Governo, Filza n. 1/82.
8) Lettera unita all'atto della Comunità di Modena n. 394 del 6 febbraio 1831. Archivio di Stato di Modena, Fondo di Alta Polizia austro-estense, Allegati relativi al n. 1228 di protocollo del Ministero di Buon Governo, Filza n. 1/82.
*) Alti della Comunità di Modena nn. 396-397402 del 6 febbraio 1831. Archivio di Stato di Modena, Fondo di Alta Polizia austro-estense, ABogati relativi al n. 1228 di protocollo del Ministero di Buon Governo, Filza n. 1/82.