Rassegna storica del Risorgimento
MOTI DEL 1831
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1968
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Paolo BemardeUi
eopravveriuti, mettono una coccarda similmente a tre colori, taluno una sciarpa, ed altri un berretto all'uso polacco, sempre trìcolorati . E continua: Al palazzo ducale si mette una forza di guardia nazionale, o civica, composta di persone scelte, ossia ritenute le più. civili ed oneste fra la gente che ora trovasi unita, alle quali Maranesi raccomanda di vegliare attentamente alla sicurezza delle proprietà del Principe: la piazza e gli altri posti vengono provvisti alla meglio. "
Che comunque il tumulto non assumesse proporzioni tali da impaurire la pacifica popolazione di Modena, lo sta a dimostrare la richiesta di molti cittadini al Comune perché venisse riaperto il teatro e l'invito rivolto dal presidente della" Società Filarmonica all'intera comunità ad intervenire alia festa da ballo. )
All'ora consueta termina il Sossai suonano i cosidetti botti e la campanella, che erano sospesi dalla notte del 3 al 4 per ordine superiore; dopo questi segni, si mandano pattuglie onde vengano osservate le prescrizioni sulla chiusura delle osterie, ecc. >. *)
Ma verso sera si ripresentano al podestà Bangoni i deputati del popolo; alcuni erano i medesimi della mattina, altri persone nuove. Si trattava del dr. Paolo Fabrizia del dr. Vincenzo Borelli, di Antonio Paltrinieri, del dr. Francesco Cialdini, del dr. Giuseppe Ansaloni, del dr. Giuseppe Borelli, di Silvestro Castiglione
Questa volta la richiesta rivolta al Podestà era ben più imbarazzante di quelle della mattina, dato che tendeva a contravvenire alle disposizioni lasciate da Francesco IV. Chiedevano, infatti, i delegati che si provvedesse istantaneamente, per la conservazione della pubblica tranquillità, alla nomina di un governo provvisorio destinato ad incombere alla presente situazione delle cose .*' Il Podestà, di fronte a tale domanda, ritenne opportuno consigliarsi con i consultori costituenti la Reggenza. Comunicò pertanto ufficialmente il chirografo di Francesco IV al conte Gnidelli, consultore di governo, all'avvocato Lodovico Poppi, consultore del dicastero delle Finanze, al conte Pietro Abbati Marescotti, consultore del dicastero di Pubblica Economia, ed al consigliere Giovanni Maria Poli, consultore del dicastero degli Affari Esteri, e li invitò a recarsi immediatamente al palazzo del Comune per deliberare a tutela della pubblica tranquillità . Dichiarava infatti il marchese Rangoni di trovarsi nel caso urgentissimo di dover decidere intorno ad affari della maggiore importanza .) Sulla lettera di comunicazione a lui pervenuta, il Poli scrisse di suo pugno ricevuta alle ore 7 e mezzo pomeridiane .
I consultori Poli e Poppi non si fecero pregare e si recarono al palazzo del Comnne. Il come Guidelli invece, intuendo quale ingrato compito gli si stava per presentare, cercò di evitarlo rifiutando di intervenire alla riunione. Adduceva, come ragione, che Io spirito e la lettera del sovrano chirografo contemplava il caso in cui fosse il consultore a doversi rivolgere al Podestà, qua-
1) F. SOSSAI, op. cit., pp. 220.221.
2) Protocollo generala cit, Atti 404 e 401 del 6 febbraio 1831. 8) F. SOSSAI, op. ifr p. 221.
*) Archìvio di Stato di Modena, Fondo di Alta Polizia austro-estense. Tribunale Sultano, Processo contro li 72, Basta I, Fascicolo dogli allegati, Allogato n. 14.
B) Protocollo generalo eh.. Atto della Comunità di Modena n. 406 del 6 febbraio 183L
Lettera del Podestà march. Bangoni al Consigliere G. M. Poli, nei documenti dello famiglia Poli in possesso dell'A.