Rassegna storica del Risorgimento
MOTI DEL 1831
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1968
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I moti del 183J a Modena
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lora non in grado di prendere da solo una decisione, ma non quello in cui fosse il Podestà a dover decidere, richiedendo l'aiuto dei consultori.
11 Rangoni replicò in modo fermo ed insistette sulla necessità che anche il Guidelli partecipasse alla riunione, occorrendo decidere sulla pubblicazione di un Proclama che si richiede da molti cittadini che trovami da pia ore nella mia Residenza , onde tranquillizzare la popolazione la mattina dopo. Questa volta il Guidelli dovette rassegnarsi alla volontà del Podestà ed intervenire alla seduta. ')
In quanto all'Abbati Marescotti, fin dal primo mattino aveva scritto al figlio Luigi un biglietto da cui traspare lo slato di apprensione e di ansietà che certamente doveva affliggerlo: Carissimo figlio, mi trovo in necessità dì subito abboccarmi con Voi, anche per intendere il sentimento vostro intorno a cosa di rilievo per me e per tutta la famiglia. Non mancate di alzarvi dal letto e di volare alla mia casa. Addio. Il vostro affano Padre. Ca6a alle ore 5 e mezzo ant. .
Cercherà più tardi il figlio di giustificare questo biglietto affermando che il padre aveva voluto discutere con lui, alle 5 e mezzo della mattina! di certe questioni di poderi in Reggio e Guastalla.2)
Per la convocazione della sera, il conte Abbati Marescotti riuscì a togliersi d'impaccio, facendo presente che il primo consultore del dicastero di Pubblica Economia, cui spettava il compito di partecipare alla riunione, non era lui, ma il conte Carlo Torello d'Aragona. Egli rispose al Rangoni esaltamente COBI: Quantunque giacente in letto in causa di costipazione ed abbattimento di forze, ciò nullameno per l'urgenza della cosa manifestatami nella venerata lettera di V.S.Ill.ma n. 406 mi affretto di prevenirla che il primo consultore del ministero di Pubblica Economia... .8) Al marchese Rangoni non restò che convocare il conte Torello.4)
Pur non facendo parte della Reggenza nominata da Francesco IV, prese parte alla seduta anche l'avvocato generale Biagio Casoli, nomo che per la dirittura morale riscuoteva incondizionata stima da parte di tutti i Modenesi; egli intervenne al posto dell'aw. Rinaldo Scozia, consigliere intimo del Duca e presidente del Supremo Consiglio di Giustizia, dichiaratosi indisposto. La discussione si protrasse per buona parte della sera. Il Podestà ed i consultori, tuttavia, non si smossero dall'atteggiamento negativo e dichiararono unanimemente non essere delle loro attribuzioni il secondare una tale domanda.
Dietro tale dichiarazione continua l'atto 408, redatto al termine della seduta alle ore II e mezzo di sera i sottoscrìtti comparsi come deputati ed interpreti della volontà del Popolo; convinti della necessità pel pubblico bene di provvedere immediatamente all'esposto emergente sono di unanime consenso
i) Atto della Comunità di Modena n. 407 del 6 febbraio 1831. Archivio di Stato di Modena, Fondo di Alta Polizia austro-estense, Allegati relativi al n. 1228 di protocollo, cit.
Lettera dèi eonte F. Guidelli al podestà march. Rangoni e risposta del Podestà al come Guidelli.
2) La lettera del conte Pietro Abbati Marescotti al figlio e la giustficazione di costui sono allegate all'atto n. 394 della Comunità di Modena, cit.
8J Atto della Comunità di Modena n. 409 del 6 febbraio 1831. Archivio di Stato di Modano, Fondo di Alta Polizia atutro*eslense. Allegati relativi al n. 1228 di prò* tocollo.
*) Ibidem.