Rassegna storica del Risorgimento

MOTI DEL 1831
anno <1968>   pagina <429>
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1 moti del 1831 a Modena
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le due parti avverse si ripresentarono in Comune per riprendere il dibattito interrotto la sera prima.
Leggiamo a questo punto l'atto che espone in breve lo svolgimento della seduta: Si sono presentati in Comunità li SS. Deputati del Popolo Modenese, e molti altri Cittadini, e dietro il rifiuto manifestato dai SS. nominali come Capi del Governo con la Notificazione di ieri, la di cui pubblicazione è stata perciò sospesa, di assumere l'affidatogli incarico, e veggendo sempre anzi aumen­tando la necessità urgentissima di provvedere la città di un Governo provvisorio, onde evitare una anarchia ed i funesti eventi che dalla medesima quasi necessa­riamente derivano, hanno fatte forti istanze perché sia al momento provveduto all'emergente, ed a tale effetto è stalo pregato TULmo Sig. marchese Podestà ed i SS. conservatori attuali, i primi consultori di ciascun dicastero, compreso il Sig. consigliere avv. Biagio Casoli di recarsi, come effettivamente è avvenuto nella Residenza Comunale e discusso vivamente l'affare essendo affollata di cit­tadini e di Individui della Guardia ieri allestita armati, hanno dovuto gli Indi­vidui tutti componenti la Comunità accettare l'incarico di Governo provvisorio ed alla medesima sono stati aggiunti li SS. Bellentani avv. Leopoldo, Cialtlini dr. Francesco e Nardi aw. Biagio, i anali in vista della mentovata urgenza hanno pur essi dovuto assumere un tale incarico per la salvezza della Patria.
Dietro di ciò termina l'atto è stata riformata la Notificazione ieri sera redatta, e firmata per la dovuta autenticità dal Sig. marchese Rangoni Podestà, è stata proclamata dalla ringhiera del Pubblico Palazzo coll'opera dei pubblici trombettieri, ed indi consegnata alla stampa per l'immediata sua affis­sione e diramazione in tutta la Provincia.
Successivamente convocati tutti gli SS. nominati, si sono costituiti in seduta permanente per decidere sopra affari urgentissimi e che interessano vivamente la pubblica tranquillità. Firmato: G. Rangoni, Paolncci, Bellentani, Nardi, P. Grimaldi, Fortunato Soli Muratori, Giuseppe Carandini, Agostino Livizzani, Antonio Taccoli, F. Cialdini, Gio. Francesco Ferrari Moretti, Biagio Gasoli, aw. generale f.f. del sig. R. Scozia infermo, Loti. Poppi consultore di Finanza, Carlo Torello d'Aragona, G. Poli.1)
Finalmente il Governo provvisorio tanto desiderato esisteva. Ma anche questa volta si trattava di una soluzione di compromesso. Era formate infatti dal Podestà, da tatti i conservatori del Comune ed infine da tre esponenti liberali in qualità di membri aggiunti. I consultori di Governo erano ora defi­nitivamente fuori della partita, ma chi guidava il nuovo governo era il mar­chese Rangoni, la stessa persona che il Duca aveva indicata come quella cui avrebbero dovuto appoggiarsi i consultori in caso di bisogno. Inoltre la parteci­pazione del Bellentani, del Cialdini e del Nardi appare in certo modo non spontanea ma forzata, dovendo > i tre membri aggiunti assumere l'incarico per la salvezza della Patria >. La formazione di questo governo, per sua natura misto, con notevole preponderanza di aristocratici fedeli a Francesco IV, non era ancora un atto di vera ribellione. Novità di particolare significato nella notificazione, ìa firma del podestà Rangoni, apposta questa volta quasi a con­ferma della regolarità di quanto si era svolto.
Con l'annuncio della formazione del Governo provvisorio, la mattina del 7,,
1) Atto della Comunità di Modena n. 411 del 7 febbraio 1831. Archivio di Stalo di Modena, Fondo di Alla Polizia aubtro-eiensc. Allegati relativi al n. 1228 di prò* tocoUo