Rassegna storica del Risorgimento

MOTI DEL 1831
anno <1968>   pagina <430>
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Paolo Bernardi'lli
la vita in Modena ritornò più calma. Oggi le campane delle chiese della città danno qualche segno dei divini uffizi, dopo tre giorni di silenzio scrive il Sossai. E più. oltre: In duomo BÌ celebra dal Capitolo l'ottava di San Genit* ni ano, con l'ordine solito della funzione esci oso però il canto dell'Inno Ambro-giano. Moltitudine di popolo concorre al tempio... .*)
Passata la prima impressione per gli avvenimenti degli ultimi giorni, an­dava diffondendosi soprattutto nei giovani un certo senso di piacevole e nuova spensieratezza, come di liberazione dovuta all'allontanamento del Duca. An­nota ìl Sossai: Va aumentandosi il numero dei giovani che portano coccarda e ciarpa tricolore; essi presentami nelle pubbliche vie, in atto come minac cioso verso i cittadini che incontrano senza la coccarda >.a)
Il Governo provvisorio nel suo primo giorno di vita sta molto occupato è sempre il Sossai a scrivere particolarmente nell'affare della guardia nazionale.3' Sì preoccupava infatti il governo di due problemi: organizzare la Guardia nazionale e rintracciare il battaglione estense, allontanatosi da Mo­dena con Francesco IV, per saggiarne le intenzioni.
Si temeva infatti che il battaglione potesse compiere atti ostili contro la citta che si trovava in quel momento indifesa. Venne pertanto emessa una notificazione, firmata dal governo al completo, con la quale si nominava defini tivamente il col. P. Maranesi comandante generale della Guardia, con aggiunti alle sue dipendenze i capitani Luigi Araldi, Luigi Tabboni, Cesare Rosa e il dr. Paolo Fabrizi, e lo si autorizzava ad inviare delle persone fidate a cercare la località ove avesse preso quartiere il battaglione.4) Di questa missione Ten­nero incaricati i conti Belleutani e Salimbeni, che partirono il giorno stesso.
Con due avvisi poi, il col. Maranesi invitava tutti i cittadini a presentarsi prima di sera al palazzo comunale per far parte della Guardia nazionale nonché tutti gli ex ufficiali pensionati, di qualunque arma, rendendosi indispensabile che tale Guardia, che si componeva delli cittadini più scelti e meglio inten­zionati , fosse diretta e comandata da ufficiali abili ed esperimentati .6)
Nonostante le importanti concessioni fatte nei giorni 6 e 7, scarcerazione dei detenuti politici, formazione di una Guardia nazionale, costituzione di un governo provvisorio, i liberali non si reputavano soddisfatti. Non potevano rasse­gnarsi a lasciare Ciro Menotti nelle mani di Francesco XV. Vennero quindi nelle determinazione di tentarne la liberazione tramite uno scambio di persone. Molti cittadini si presentarono al Governo indicando le 5 persone da porre agli arresti in qualità di ostaggi, per il fine della liberazione di Ciro Me­notti .0) Erano costoro il ten. coL Papazzoni, il maggiore Ferrari, il conte Francesco Cuidelli, il consigliere Scozia ed il maggiore Gardoni. I liberali ave­vano persino deciso di compiere essi stessi direttamente tali arresti, qualora il Governo non avesse accolta la loro domanda.
H Governo provvisorio, trovatosi pertanto moralmente costretto a pren-
*) F. SOSSA*, op. cit., p. 222.
2) Ibidem, p. 223.
8) Ibidem.
*). Notificazione del 7 febbraio 1831, pubblicata noi supplemento al Monitore Afo-dettesi n. 1. in G. SFORZA, op. citi, p. 92.
<0 Avvisi pubblicati da C. SFORZA, op, du, pp. 344-345.
) Bozza cicli deliberazione interna del Governo Provvisorio. Archivio di Stato di Modena, Fondo di Alta Polizia austro-estenne, allegati relativi al n. 1228 di pro­tocollo.