Rassegna storica del Risorgimento

MOTI DEL 1831
anno <1968>   pagina <431>
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/ moti del 1831 a Modena
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dere quella misura che può ritenersi la più mite in circostanza tanto impo­nente, sono queste le parole della deliberazione ,a> decise che si prov­vedesse a riunire gli ostaggi richiesti nella Grande Auberge sulla via Emilia presso porta Bologna, ad eccezione del consigliere Scozia che, grazie alla indi­sposizione, poteva restare a casa propria. Nella deliberazione il Governo ne accennava poi i motivi: non lasciar luogo a disordini che nascer possono arbitrariamente dalla effervescenza di cui vederi animata la gioventù >; impedirli anzi nel miglior modo possibile, o almeno, in caso di necessitai temperarne il rigore e frenare l'arbitrio di chi minaccia di sprezzare gli ordini del Governo . Lo stesso marchese Rangoni si incaricò di darne notizia ai cinque designati, con lettere personali. Il compito di eseguire l'arresto fu affidato al col. Maranesi. E il Sossai racconta che il conte Guidelli, che si volea per il primo, non viene ritrovato dalla gente armata incaricatasi di arrestarlo , mentre agli altri fu intimato di non sortire dalla rispettiva abitazione, impe­gnati sulla parola.2) L'iniziativa tuttavia, come ben si sa, non servì a salvare il povero Menotti.
Nel medesimo giorno, 7 febbraio, si ebbe la prima presa di contatto di Seggio con Modena. Fu il conte Malaguzzi, governatore di Reggio, ad inviare il conte Prospero Cassoli per richiedere quali istruzioni avesse lasciato il Duca partendo.
IL marchese Rangoni, nelTinformare il conte Malaguzzi della partenza del governatore di Modena marchese Coccapani, gli trasmise la notificazione della mattina relativa alla formazione del Governo provvisorio.8) Il Comune di Reg­gio inviò allora subito a Modena Giovanni Friggeri e l'avvocato Gaetano Ber-gonzi, membri della comunità, per conoscere la posizione del governo e della pubblica amministrazione poiché si desiderala) di procedere di buona intel­ligenza ed armonia >.4) Il Rangoni confermò a sua volta, a nome del governo, di accogliere di buon grado l'atteggiamento di Reggio e informò questa comu­nità di aver date tutte le più energiche disposizioni e misure per respingere la condotta ostile che volesse tenere il battaglione che ha abbandonato Modena, confidando che altrettanto sarà fatto per parte di quella comunità . D>
Il Comune di Reggio si affrettò a rispondere il giorno stesso, rivolgendosi questa volta non più al Governo provinciale di Modena, ma al Governo prov­visorio ed al popolo della provincia modenese, per ringraziare delle accoglienze riservate ai Buoi inviati ed assicurare che avrebbe fatto il possibile e perché fosse mantenuta la pubblica tranquillità . Ma sprovvisti come siamo pro­segue la lettera d'armi e munizioni, non potremo lusingarci di un felice
i) Bozza della deliberazione interna del Governo provvisorio. Archivio di Stato di Modena, Fondo di Alta Polizia austro-estense, Allegati relativi al n. 1228 di pro­tocollo.
à) F. SOSSAI, op. etti, p. 228.
*) Scambio di lettere registrate al n. 412 del 7 febbraio 1831 del Protocollo Generale! tòt.
Copia delle lettere in Archivio di Stato di Modena, Fondo di Alta Polizia austro*. estense. Allegati relativi al n. 1228 di protocollo.
4) Lettera dalla Comunità di Beggio, tu-214 di protocollo, 7 febbraio 1831. Archivio di Stato di Modena, Fondo di Alta Polizìa austro-estense, Allegati relativi al n. 1228 di protocollo.
) Bozza di lettera datata 7 febbraio 1831. Archivio di Stato di Modena, Fondo di Alta Polizia austro-estense, Àllegnti relativi al n. 1228 di protocoUo.