Rassegna storica del Risorgimento
MOTI DEL 1831
anno
<
1968
>
pagina
<
433
>
/ moti del 1831 a Modena
433
bile in coi lo stesso battaglione o altre forze nemiche tentino di entrare ostilmente in Modena .
Ma Modena da sola non sarebbe riuscita a resistere alle truppe ducali. Una più stretta alleanza difensiva con Reggio sarebbe stata utile ad entrambe le città; il marchese Rangoni scrisse quindi alla comunità di Reggio, invitandola ad organizzare una difesa comune con Modena. Lo scritto del Rangoni mostra risolutezza Dell'affrontare la situazione e soprattutto il fermo proposito di opporsi allo stesso Francesco IV qualora questi avesse avuto l'intenzione di muovere contro Modena. Il podestà di Modena tra l'acquiescenza ai voleri del sovrano e la difesa dei suoi concittadini, scelse quest'ultima soluzione anche a costo di compromettersi nei confronti del Duca.
Le parole del Rangoni alla comunità di Reggio sono forti e piene di nobiltà; merita riportarle per far conoscere un po' meglio la personalità di questa figura malnota, ma che certamente non dovette essere mediocre.
< Questo Governo Provvisorio, in seguito di avere spedito una deputazione al battaglione estense per conoscere se nutre intenzioni pacifiche ovvero ostili contro questa catta, nel caso di suo ritorno, ed in seguito di avere avuta una ri* sposta non decisiva ma dipendente dagli ordini che il battaglione stesso riceverà da S.AJL Francesco IV, questo Governo, ripetesi, ha dato le più forti e necessarie disposizioni per una energica e vigorosa difesa e resistenza, quando si avrà il caso doloroso di una condotta ostile da parte del battaglione istesso, ed altre forze che si va spargendo poter essere unite, che pero non abbiamo fonda* mento di ritenere austriache, e nemmeno se sussista il fatto di unione di altra gente.
In questa situazione critica è necessario che codesta Comunità e prodi Reggiani vengano in aiuto dei Modenesi per agire di concerto alla comune difesa e per impedire lo spargimento di sangue dei nostri cittadini e della umanità, per quanto sarà possibile. A questo oggetto saranno spediti espressi hinc inde per agire di concerto Modenesi e Reggiani. Per meglio corrispondere insieme per questo importante oggetto è utile cosa e necessaria che una Deputazione Reggiana si porti in Modena.1)
Nel medesimo tempo Celeste Menotti, fratello di Ciro, riusciva a indurre il Governo provvisorio ad inviare a Mantova il cav. Leonida Papazzoni ed il conte- Antonio Maineri con una supplica per il Duca: veniva chiesto un tratto di clemenza verso Ciro Menotti , cioè la sua liberazione, e si assicurava che in contraccambio Modena sarebbe stata garantita e rispettata e che sarebbero stati rilasciati gli ostaggi.2) Alla supplica Francesco IV rispose soltanto il giorno 12, con quel noto rescritto che, pur negando la liberazione del Menotti, tante speranze suscitò nei suoi familiari ed amici, dicendo infatti il Duca che proprio dal rispetto verso le persone e le proprietà in Modena, sarebbero dipese le ulteriori risoluzioni sulla persona del Menotti .3)
Il col. Maranesi cercava intanto di organizzare alla meglio la Guardia Nazionale. Per formare le varie compagnie, invitava tutti i cittadini che vi si erano iscritti a radunarsi alle 4 pomeridiane davanti alle rispettive chiese parrocchiali. Annotava il Sossai: Il servizio della Guardia Nazionale in questa piazza si sostiene alla meglio, malgrado le difficoltà che incontrano gli uffiziali, poiché la
ij Bozza vii lettera in dola 8 febbraio 1831. Archivio di Stato di Modena. Fondo di Alta Polizia austro-estense. Allegati relativi al n. 1228 di protocollo, fi) Supplica riportala, in G. SFORZA, op citn p. 229, nota 1. *) Rescritto ibidem.
te