Rassegna storica del Risorgimento
MOTI DEL 1831
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1968
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Paolo Bernardelli
massa dei cittadini è molto renitente a prcstarvisi personalmente .. il II Comune dal canto suo, dopo le giornate eccezionali, riprendeva i suoi compiti di normale amministrazione: il podestà di Carpì trasmetteva i prezzi dei grani al comune di Modena2) l'intendente di finanza chiedeva che il comune designasse chi avrebbe assistito al lotto nel giorno seguente,8) il perito comunale inviava le note degli operai che avevano eseguito lavori di adattamento nelle diverse strade foresi *) e così vìa.
Ma quella mistura di governo in parte nuovo e in parte vecchio come la chiamerà il Monitore Modenese *) non poteva essere vista di buon occhio dai liberali che ormai, rinfrancati dall'assenza del Duca che per il momento nonostante gli sparsi timori, non accennava a rientrare con le truppe in Modena, e dalle sollevazioni, che andavano dilagando in tutta l'Emilia e la Romagna, s'indirizzavano verso la scelta di un governo totalmente rivoluzionario ohe rompesse definitivamente con il passato.
Nel dopo pranzo e verso sera del giorno 8 febbraio ora è il Setti che racconta una grande moltitudine di gente si radunò nella cittadella, dalla quale partitasi in massima parte armata, ed accompagnata da due piccoli cannoni, lasciati dalla truppa Estense, e facendo svolazzare un'ampia bandiera tricolore, portata dal dr. Cesare Sighicelli, si recò nella pubblica piazza sotto il palazzo comunale gridando: Viva la libertà, vogliamo un nuovo Governo.0)
Iniziava cosi la fase finale di quel periodo che in pochissimi giorni portò Modena dal governo ducale alla dittatura del Nardi. Come abbiamo già detto, il trapasso dei poteri avvenne per gradi; non si trattò di rivolta cruenta, come la sommossa in casa Menotti avrebbe potuto far temere, ma di progressive conquiste. In questa ultima riunione, la sera dell'8, i liberali assunsero nei confronti del Governo provvisorio un atteggiamento forte e intransigente e non mostra* rono più le incertezze, le riserve, quel bisogno di giustificare il proprio operato, che avevano caratterizzato l'inizio del moto.
In questa circostanza i già componenti la Comunità stessa, non volendo denegare la fedeltà giurata a Francesco IV, si dimisero in corpo, rassegnando i loro poteri alla forza .7)
Nella notte venne costituito il nuovo e questa volta definitivo Governo provvisorio, con la nomina del Nardi a Dittatore, del Cialdini a segretario generale, del colonnello Maranesi, dell'avvocato Minghelli e del marchese Morano a consoli, incaricati degli affari militari e dell'amministrazione. È questo l'atto comunemente chiamato dei 72, dal numero dei firmatari, con il quale si decretò ufficialmente la decadenza di Francesco IV, delineando il fondamento giuridico della Dittatura.
Una deliberazione8) pubblicata la mattina del 9 informò i cittadini di Moli F. SOSSA i, op. cfe, p. 229.
2) Atti della Comunità <U Modena in data 8 febbraio 1831, rispettivamente un. 413-414-415, Protocollo generale, cit.
sj Ibidem.
*) Ibidem.
s) lì Monitore Modenese, Giornale ufficiale del Governo Provvisorio di Modena, hi G. SFORZA, op. c, p. 83.
) ANTONIO Suro, Avvenimenti accaduti in Modena nell'anno 1831, par. 32,. in G, SFOKZA, op. cìt., p. 288.
7) A. SETTI, op. cit., p. 288.
8) Deliberazione pubblicata nel Supplemento al Monitore Modenese n. 1, in G. SFORZA, op. cìt., p. 93 sgg.