Rassegna storica del Risorgimento

STATO PONTIFICIO STORIA 1847-1849; VITERBO STORIA 1847-1849
anno <1968>   pagina <440>
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Bruno Dì Porto
Son dapprima dicerie, voci allarmanti, fogli anonimi, risposte ardite alle autorità, satire ora incondite, ora pia elaborate.
Ecco, per esempio, affisso in un caffè di Acquapendente, il 23 luglio J 847, un foglio scritto a mano indicante i cardinali Laiubruschini, Bernetti e Della Genga quali responsabili della pretesa congiura contro il governo papale, in* sieme con il re di Napoli e la duchessa di Parma. 0
Nella stessa Acquapendente, cittadina vivace per la posizione di frontiera col granducato di Toscana, troviamo una satira contro l'ispettore di polizia Pa­trizi ed altri personaggi presi di mira.3) La polizia viterbese ordinava di con* seguenza al governatore di Acquapendente un'inchiesta sul conto dell'ispet­tore. 3) Questo nell'agosto 1847; il mese successivo s'incriminava di eccitamento sedizioso il vice-ispettore dei sali e tabacchi Angelo Novelli, Venfant terrible di Acquapendente, che alle autorità inquirenti sul suo conto rivolgeva la signi­ficativa insolenza: È finito il tempo di Gregoriaccio .4)
Segno tangibile dei mutamenti in corso, che incoraggiavano tali arditezze di elementi progressisti, fu, proprio quell'estate, la successione di mons. Eusta­chio Gonnella, prelato dalle idee abbastanza larghe, come delegato della pro­vincia, al posto delTOrlandini, che s'era mostrato ostile agli sviluppi rifor­mistici. )
Ma. se poteva crescere una certa bonaria indulgenza verso ondate senti­mentali di spirito patriottico o genericamente innovatore, gli effettivi passi verso la libertà furono assai scarsi: la polizia annotava tutto, schedava, richiamava all'ordine.
Da Vetralla le giunse qualche preoccupazione per stampe clandestine, non meglio indicate, scoperte alla fine di luglio, e per un giornaletto manoscritto dal titolo 11 patriota progressista, diretto da Paolo Carosi e redatto da alcuni giovani di civil condizione. 6) Usciva il mercoledì e veniva esposto nelle due spezierie del paese; dapprima autorizzato dal governatore, dottor Pallini, quan­do cominciò ad affrontare questioni scottanti, come quella dei pascoli comunali, ai vide piover contro denunce, finché l'ardita novità giunse all'orecchio del se­gretario di Stato e venne proibita.7)
~) Busta 17, tìtolo 4, rubrìca 8.
a) Contro il Patrizi fu diretta una satira, modesta fattura letteraria propria di un genere in cui spesso sì esprimeva la protesta politica delle popolazioni viterbesi. Cominciava con questi versi:
Povera gente d'Acquapendente / che eravate governati malamente / da Patrizi prepotente; è stato male / ma non è morto d'accidente. / Adesso sta pel trono Pio nono, / le 6ue infamità a lui già note sono. / Quanti delitti ha coperti e il delegato [il deleg. Orlanditii I non lo sapeva / ma adesso ben lo sa; ogni governatore / è stato ingan­nato da tale impostore. / Ora è venuto il nuovo monsignore [evidentemente il nuovo delegato Gonnella] / se si vuol fare onore / Scopri un poco il libertinaggio dei preti l e lo scandalo e il Gran Patrizi... ecc. (Busta 17, titolo 4, rubrica 8).
*) Viterbo, 11 agosto 1847, n. 2348 Polizia; Busta 17, Titolo 4, rubrica 8.
*> Basta 14, fascicolo 1219.
) Dopo l'amnistia di Pio IX l'Orla ri dini s'era, per esempio, affrettato ad ammo­nire i liberali con una minacciosa circolare (22 luglio 1846) aftinché non la consideras­sero impunità a turbare lo Stato. Vera stato un generico su sperimento in questo scuso della Segreteria di Stato, ma l'Orlandinl fu uno dei pochissimi delegati a precisarlo con intenzione ostile ai liberali.
8) Busta 17, titolo 2, rubrica 8.
7) Ibidem.