Rassegna storica del Risorgimento
STATO PONTIFICIO STORIA 1847-1849; VITERBO STORIA 1847-1849
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1968
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Bruno Di Porta
Passiamo con ciò all'esame dei documenti riguardanti quest'anno tanto importante nella storia italiana ed europea. Apre i modesti fasti patriottici della provincia mi banchetto (pranzo patriottico) tenuto in gennaio a Vallerano, preparato con una buona raccolta di adesioni (oltre cinquanta), in cui figurano il priore Enrico Floridi e, cosa eccezionale, quasi tutto il clero.3) Per il resto, durante i due primi mesi dell'anno, regnarono quasi ovunque calma e tranquillità; solo l'opinione pubblica di Vetralla parve interessarsi, parte con timore* parte con speranze, ai moti costituzionali dell'Italia meridionale, che portarono alla concessione dello statuto nel regno borbonico.2) Quando, però, lo statuto fu concesso dal Papa, si svegliò tutta la provincia, con festose manifestazioni nel capoluogo e nei centri minori: con l'ossequio festaiolo si mescolava qualche autentico fermento.
Cresciuto l'entusiasmo alla notizia dell'insurrezione di Vienna, il direttore della polizia di Viterbo, consultatosi col vescovo e la magistratura municipale, decise di assecondarlo, incanalando le manifestazioni in forme ufficiali. Probabilmente preoccupato del giudizio che la segreteria di Stato e i governanti avrebbero potuto dare del suo operato, si affrettò lo stesso giorno (era il 22 marzo) ad inviare il seguente dispaccio in quattro copie, al segretario di Stato, al presidente del consiglio dei ministri e ai ministri dell'interno e di polizia:
Giungeva col corriere di questa mattina la notìzia annunciata dai pubblici fogli sui cambiamenti di Vienna, proclamanti il risorgimento politico dei popoli tedeschi, e diffondendosi quasi scintilla elettrica in tutti i punti di questa citta, la popolazione prorompeva in liete e festose acclamazioni di giubilo, per avere destato quei cambiamenti indescrivibile e concitata simpatia. Concertatomi colla magistratura municipale, sono io stesso acceduto all'episcopio e fu combinalo coll'eccellentissimo signor cardinale un solenne Te Deum, come venne nel momento eseguito al suono generale di tutte le campane della città con numeroso concorso di popolo, mentre la guardia civica specialmente faceva replicate salve di allegrezza, essendo generale il sentimento di ravvisare nei fatti popolari di Vienna come assicurato il definitivo e pacifico risorgimento italiano. Son persuaso che si succederanno le feste e le dimostrazioni di pubi blico tripudio e la conoscenza da me oramai acquistata dell'indole leale e schietta, non che devotissima all'immortale e glorioso Papa e Sovrano Pio IX, della eccellente popolazione viterbese, mi fa sperare con solido fondamento la continuazione del buon ordine e della tranquillità fino al presente goduta, mercè anche l'attività di questa benemerita Guardia civica che non saprei mai lodare abbastanza. Coi sensi del più profondo e rispettoso ossequio, ho l'alto pregio di confermarmi .a)
L'esperienza dei mesi successivi dimostrò che questo ottimismo era piuttosto eccessivo per le venature di ribellione qua e là serpeggianti, anche se in molti luoghi e per lunghi periodi si mantenne ancora fondamentalmente la tranquillità politica. Frequenti preoccupazioni vennero anzitutto dalla guardia civica, tanto Iodata nel documento ora visto ed in realtà agitata da insubordinazioni, contrasti interni e diserzioni.
Talora alle manifestazioni politiche e patriottiche si aggiunsero proteste sociali, con idee più estremistiche; è il caso di Bagno rea, dove, secondo il rapporto di polizia del 17-30 aprile4) cominciavano a prevalere nell'infima plebe
Iiufit 2L fase. 1263. Polizia Viterbo, 12 gennaio 1848, n. 85.
3) Busta 22, 1/13.
3) Basta 21, fase 1263. Polizia Viterbo, 22 marzo 1848, n. 873.
*) Rapporto poli tiro da Bagnoroa, 17-30 aprile 1848. Busta 22, 1/13.