Rassegna storica del Risorgimento

STATO PONTIFICIO STORIA 1847-1849; VITERBO STORIA 1847-1849
anno <1968>   pagina <448>
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Bruno Di Porlo
vero repubblicano, volle aggiungere al documento dì adesione, divenuto cosi normale* perfino banale, una dicitura che gli restituisse il fervore e la sponta­neità desiderata: per esempio incontriamo Gaetano Serafini, repubblicano puris­simo, !) Qualche altro, all'opposto, cercò di tergiversare, ponendo, come il prò* curatore dei poveri di Vitorchiano, ~) il quesito se il suo ufficio dovesse consi­derarsi veramente statale. Vi fu tutta una casistica con glosse e riserve sottoposte al giudizio dei teologi per aderire alla repubblica senza macchiarsi la coscienza e senza pregiudicare il domani. Il padre Bresciani disse, in proposito, che se la teologia non s' accordava col pane, il cliente cercava altri teologi.3)
Alcuni, non pochissimi, perdendo l'impiego, rifiutarono di aderire; cosi fece, con dignitosa motivazione, il giudice Francesco Rossi: Non posso per motivi di coscienza prostrarmi alla richiesta adesione e perciò, adesivamente al decreto dell'assemblea costituente, mi astengo dall'esercizio del mio ufficio. Viterbo, 8 marzo 1849 . *) Con motivazione pavida e perplessa, l'avvocato Co­lomba, pure giudicante in Viterbo, così si espresse: Colla richiesta adesione temo d'incorrere nelle censure ecclesiastiche e, mio malgrado, sono costretto ricusarmi. Viterbo, 8 marzo 1849 .6)
Aderì, invece, il presidente del tribunale insieme con molte personalità e vari governatori. Il governatore di Monte Rubbiano, avvocato Provenzani, che non volle aderire e si mise alla testa di un gruppo reazionario, fu espulso dal paese. )
Fin dai primi giorni del regime democratico comparvero i segni della nuova amministrazione nella carta intestata {Repubblica Romana, Comune di ... Municipio di...) nei titoli ed appellativi (cittadino preside, cittadino governa­tore), nelle formule di saluto (Salute e fratellanza, Vi auguro salute e vi prò-fesso fratellanza), nelle dichiarazioni (In nome di Dio e della Repubblica Romana).
Naturalmente la nuova amministrazione non potè raggiungere subito l'ef­ficienza di quella pontificia e si nota tra le carte del periodo repubblicano un po' di disordine, anche dovuto alle vicissitudini dei documenti, in parte sot­tratti e poi ritrovati dopo la restaurazione e conservati alla meglio; ma nel com­plesso si orientò presto nel lavoro di polizia, ristabilendo pure hi consuetudine dei rapporti settimanali, provenienti da molti comuni.
Da fare ce ne fu subito, sia per il disbrigo delle comuni pratiche ammi­nistrative e la quantità dei reati comuni sia per le manifestazioni di opposi­zione politica. I reazionari si fecero infatti subito vivi.
Già la notte precedente la proclamazione della repubblica, ad Onano una pattuglia della civica fu aggredita e disarmata da una squadra. Due componenti di questa erano soldati della Guardia nazionale, tali Bocchini e Onori. Un al­tro, Giuseppe Puggi, era un prete, al cui arresto il vescovo di Acquapendente diede sollecitamente il benestare. Nel ringraziarlo il direttore di polizia presu­
li Ibidem,
lì Ibidem.
8) E. Dr NOI.FO, op. citi, p. 320.
4) Bontà 16 della delegazione di Viterbo, pratica Adesioni alla Repubblica ro­mana.
5) Ibidem.
) Busta 34, 1/16.