Rassegna storica del Risorgimento
STATO PONTIFICIO STORIA 1847-1849; VITERBO STORIA 1847-1849
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1968
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449
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Un triennio del Risorgimento viterbese 449
nubilmente il nuovo, ll spiegava le ragioni dell'arresto, garantendo il rispetto della religione:
Non si vuole affatto violentare le altrui opinioni e le coscienze. Ciascuno in questo ha pienissima liberti, ed io certamente non intendo contrariarla in conto alcuno, come non sono disposto a disturbare la giurisdizione ecclesiastica all'Eccellenza vostra reverendissima competente* Se ora siamo in governo repubblicano, si fa questo un preciso dovere, un pregio apertamente espresso, di rispettare la religione cattolica, in cui siamo nati e viviamo. Premetto queste schiette e sincere dichiarazioni del mio animo, per discendere quindi all'oggetto dell'ossequioso presente mio foglio. La sedizione di Onano sarebbe un fatto grave in qualunque tempo, ma è gravissimo nelle attuali straordinarie circostanze. La libertà non deve degenerare in licenza e le private libere opinioni non sono traducibili in aperte risse sulle strade, in opposizioni alla forza armata. Il governo non può tollerare attentati di questa fatta, tendenti a sconvolgere l'ordine pubblico. L'anarchia, conseguenza inevitabile di simili attentati, quando non vengano decisamente ed energicamente repressi, può soltanto piacere alle persone dedite al furto, alle rapine, alle violenze personali .2)
In altri casi, consolidatosi il nuovo governo, furono usati verso il clero minori riguardi; un urto si ebbe l'il febbraio a Castiglione della Teverina, dove il canonico Luigi Petra si rifiutò di far suonare il campanile durante i festeggiamenti per la repubblica. Una folla di militi civici e di repubblicani invase durante la notte il suo domicilio ed il canonico inviò una lettera di protesta al preside Caramelli.3)
Uno scontro tra repubblicani e clericali avvenne il 20 febbraio a Farnese di Castro, dove a capo degli uni erano il farmacista Vincenzo Donati e il pittore Pinocci mentre alla testa degli altri si poneva un focoso arciprete.4)
Notevole fu il contributo dei professionisti alla repubblica. Quasi sempre in prima linea furono i medici condotti, in gran parte forestieri, come i dottori Giovanni Ciomini a San Lorenzo, Achille Cavaseppi nel contado di Orte, Sante Borghi a Viano* Alessandro Silvaggi a Sutri e ad Oriolo, Giuseppe Cavata a Capranica, Luigi Bonifazi e Giovanni Battista Marchetti ad Acquapendente, Idelfonso Costarella a Barbarano, Stanislao Aureli a Caprarola, Giuseppe Caraffa a Sutri, Ra vi cini a Canino, Achille Pascali a Pi ansa no e diversi altri. Egualmente furon presenti i farmacisti (Luigi e Giuseppe Biasini ad Acquapendente, Giacinto Capaccini a Soriano, Gregorio Gatti e Vincenzo Mazzncconi a Sutri, ecc.), gli avvocati (Giovanni Battista Sillani di Ronciglione teneva i contatti col circolo popolare romano), i geometri, i gestori di caffè ed osterie, gli industriali (ricordo Giuseppe Natalini a Vitorchiano), i negozianti, gli artigiani (barbieri sarti, fabbri, falegnami, bastaroli, ecc.).
Particolarmente numerosi nella lista dei fautori della repubblica, schedati come compromessi alla restaurazione pontificia,6) figurano ovunque i possi
ci) La firma è di difficile lettura: pare leggersi Camilli.
2) Polizia Viterbo, 13 febbraio 1849, n. 44. Busta 34,
3) Luigi canonico Petra, parroco, ili preside della città e provincia di Viterbo; dal comune di Castiglione in Teverina il 14 febbraio 1849. Busta 34, 1/16.
*) Polizia, 20 febbraio 1849, n. 88. Busta 34, 1/16.
o) Il registro del compromessi della provincia, escluso il capoluogo, si trova nella busta 16 della delegazione di Viterbo.
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