Rassegna storica del Risorgimento
STATO PONTIFICIO STORIA 1847-1849; VITERBO STORIA 1847-1849
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Bruno Di Porto
denti. Tra i giovanissimi, figurano studenti e figli di famiglia. Pochi furono in* vece proporzionalmente ed anche in cifra assoluta i contadini o campagnoli.
Molto significativo è l'appoggio di una minoranza del clero tra cui ricordo don Nazzareno Zecca a Bolsena, don Vincenzo Agneni (canonico della catte* drale) e don Vincenzo Caiani a Sturi, entrambi poi sospesi a divinis, don Gin* seppe Pola a Canino, don Salvatore Romagnoli, don Carlo Magrini e don Giacomo Corradi a Valeniano, don Leopoldo Rita e il canonico don Bernardino Stefani a Vignanello. Viceversa la maggioranza del clero fu nettamente contraria e tenne quasi ovunque desti focolai di latente opposizione, che trovavano il modo di esprimersi o talora prorompevano in azioni ostili.
Espressione caratteristica dell'opposizione clericale e an ti repubblicana, come già di quella liberale e democratica, fu nel Viterbese la satira e lo scritto ano* nimo. Per esempio, il 29 maggio furon trovali in piazza delle Erbe a Viterbo manifestini del seguente tenore: Mandiamo via il preside perché è un birbante. Bisogna essere pronti eon una insurrezione ma contro i nostri superiori. Ci anno (sic) chiuso ogni strada per poter vivere da uomini onesti. Si rivolti la vipera al ciarlatano . A basso il preside e tutti i vassalli che li stanno a torno; un altro, assai triviale1) protestava contro la retribuzione del preside, ascendente a 150 scudi.
Ecco una satira, affissa in piazza della Nave a Ronciglione il 29 giugno:
Boni piccoli e boni grandi, siamo governati dai tiranni: povero Stato pontificio ti han ridotto in precipizio.
Ricchi, poveri e mercanti, siamo rovinati tutti quanti, se non finiscono queste carte, correrà la fame in ogni parte.
Questa si è una gran puzziti, non si udì mai monarchia, che abbia fatto si ritrovato per spogliare il suo stato.
Cosi trattano a voi, o Romani, perché sete gran stivali, e pia ve ne faranno, anche gli occhi vi caveranno.
Intanto Roma sospira e langue quanta gente sparge sangue per fare regnare questi cani, danno la vita li Romani.
') Si tratta di due strisce di carta tra loro incollate, una della larghezza di 12 cm. e mezzo, l'altra di 9 cm., con scritto sul In prima Morte ni preside, morte alla repubblica, infami tatti e sulla seconda Il ripubblicano preside con centocinquanta scodi il mese, bella forza del e... per essere fedele alla repubblica, n noi metteranno i nostri capitali in carta (si allude all'emissione continua di buoni) per putirsi il e.... Morte a tutti e presto 'Busta 41. fase 1792).