Rassegna storica del Risorgimento
STATO PONTIFICIO STORIA 1847-1849; VITERBO STORIA 1847-1849
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1968
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Bruno Di Porto
nifestarti il mio animo perché non sarà mai dannoso al Romano la conservazione in noi delle nostre libertà. È già arrivato il commissario per attivare le misure del governo. Ti salato caramente e sono affettuosissimo amico, Luigi Cuntieci . *)
Alla dogana di Ponte Centeno il 20 maggio furono requisiti ben 212 pallini di piombo ad un bracciante mandato da elementi reazionari d'oltre il confine.2)
In quei giorni, mentre i garibaldini si battevano contro i borbonici a Sud di Roma, il consìglio comunale di Viterbo, in previsione di un attacco francese da Civitavecchia, attraverso Monte Romano, ordinava la chiusura delle porte cittadine, l'alzata di barricate e la nomina di un comitato di salute pubblica. Per far fronte alle spese si emisero buoni speciali, che vennero ad aggiungersi alla tanta carta moneta in circolazione, determinando una crisi, destinata a raggiunger l'apice con la restaurazione.
Le autorità repubblicane obbligavano i negozianti, talora recalcitranti, ad accettare la carta monetata, come poi faranno quelle pontificie.
Si fece allora anche intensa l'azione contro le proprietà ecclesiastiche, in particolare col sequestro di argenterie e di 94 scudi in contanti ai padri agostiniani di Soriano, nel cui monastero entrarono di notte i gendarmi.8)
I reati comuni seguitarono ad esser frequenti; contro la prostituzione si ricorse all'internamento delle meretrici girovaghe,4) ma mancarono il tempo e la sicurezza per poter impostare un'azione di risanamento amministrativo e sociale a largo raggio.
Nel mese di giugno, fallita l'azione interna delle correnti democratiche francesi per scongiurare l'attacco alla Repubblica romana, il destino di questa fu segnato: mentre la capitale si apprestava all'estrema difesa, il Viterbese oscillava tra lo scoraggiamento, l'allarme, la fiducia e qualche inutile preparativo di difesa. Verso la fine del mese, ormai le voci si susseguivano: a VetraHa, particolarmente esposta, si diceva imminente il tanto temuto attacco da Monte Romano;fi) a Soriano il 24 giugno si diffondeva la notizia dell'ingresso austriaco in Ancona, effettivamente avvenuto la sera prima. >
II 3 luglio i Francesi entrarono in Roma e l'8 successivo le truppe del generale Morris occuparono Viterbo. Allontanatosi il preside Ricci,7) resse provvisoriamente la provincia Domenico Polidoro, finché il 27 luglio giunse mone. Girolamo d'Andrea, in qualità di commissario straordinario per l'Umbria ed il Patrimonio di San Pietro, il quale affidò l'amministrazione del capoluogo ad una commissione provvisoria presieduta da Filippo Saveri.
Furono sciolti i circoli, annullate tutte le leggi e disposizioni emanate dal 16 novembre 1848, reintegrati negli uffici gli impiegati dimessisi per non aver aderito allo repubblica mentre quelli che vi avevano aderito furono mantenuti ai loro posti, ma assoggettati ad una commissione di censura; alcuni,
i) Basili 34. Insieme con., la lettera del Gunucci (28 aprile 1849) sono i dispacci della polizia di Viterbo ai ministri dell'interno e degli esteri.
2) Basta 34. 1/16, Dogana di Ponte Centeno, n. 1147, 26 maggio 1849. 8) Busta 34, 3JgS*
4) finna 41, fase 1796.
5) Basta 34, 1/16. Governo di Velralla, 27 giugno 1849.
6) Ibidem. Soriano, 24 giugno.
V Ve sol conto del Ricci un incartamento della polizia pontificia (Basta 25, fase. 1307), in cui lo si accasa, in particolare, di aver fatto bruciare l'archivio segreto della polizia.