Rassegna storica del Risorgimento

STATO PONTIFICIO STORIA 1847-1849; VITERBO STORIA 1847-1849
anno <1968>   pagina <457>
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Vn triennio del Risorgimento viterbese, 457
chiomati a discolparsi, affermarono che l'adesione era stala loro estorta con minacce.J>
La restaurazione, preceduta da crescenti manifestazioni di opposizione anti­repubblicana nel mese di giugno e ai primi di luglio, 2) avvenne perlopiù tran* quittamente; ben presto, però, anche la polizia pontificia dovette daccapo veri­ficare e fronteggiare i fermenti delle forze democratiche e patriottiche, tornale alla clandestinità.
V'era ormai indubbiamente nella provincia, malgrado la diffusa indiffe­renza, 3> una certa politicizzazione, orientata verso le entrambe opposte dire­zioni, cosiché se la repubblica ebbe noie dagli oppositori clericali neppure il restaurato governo pontificio ne fu esente. Neanche ora peraltro l'entità del­l'opposizione fu tale da minacciare veramente il potere, la cui stabilità aumentò col tempo e venne meno solo in concomitanza con le generali crisi dello Stato pontificio nel contesto storico del Risorgimento italiano.4)
Una prova dell'avvenuta politicizzazione e dell'appassionamento nei due sensi contrapposti ce la offre Orte. che, dopo aver date tante amarezze alla repubblica, rivelò inattesi fermenti repubblicani, sia pure di una minoranza. Già alla metà di luglio si segnalavano voci di elementi contrari riuniti nella spezieria di Innocenzo Bolognesi") e quando, poi, il 21 si rialzarono ufficial­mente gli stemmi pontifici, un gruppo di popolani, condotti da Gregorio Or­landi, Luigi e Giuseppe Baldini, Vincenzo Mattei, prese ad urlare e fischiare sulla pubblica piazza. ) Il partito repubblicano diceva il rapporto da Orte del 19-25 agosto ancora non si risveglia dai suoi sogni.7) Di questa revivi­scenza repubblicana polizia e clericali incolpavano le forze d'occupazione fran­cesi, che amavano qualche volta presentarsi come garanti delle idee di pro­gresso e dell'incolumità degli esponenti repubblicani.8)
V'erano indubbiamente, specie tra gli ufficiali, Francesi animati da spirito liberale, che avevano dovuto per disciplina militare abbattere la repubblica, ma non eran teneri verso i bigotti e gli austriacanti. È, in proposito, molto significativo che già nel 1849 per i caffé e nelle case di Orte un capitano
1) Così dichiarò Domenico Bastai ni di Caprarola il 22 loglio 1849 (Busta 34).
2) A Vak-niano nella notte del 25 giugno circa quindici persone girarono il paese cantando in coro Viva Pio IX; erano guidate da Michele Rossi; a Sutri furon sentite minacce contro gli esponenti repubblicani e fatti analoghi si verificarono in altri paesi. La documentazione relativa è nella Busta 34.
8) La lente dell'osservatore contava naturalmente nella valutazione dello spirito delle popolazioni; il lato dell'indifferenza popolare spicca soprattutto nei rapporti da Vetralla dopo la restaurazione: Spìrito pubblico né buono né cattivo; l'interesse è la passione dominante, il guadagno l'idolo che si adora; impassibili olle oltre idee (22-29 settembre 1849) e Non rimarcasi nessun genio nella lettura e nessuna curiosità per leggere fogli (20-27 ottobre). Busta 27, fase. 1483.
*) Per una rapidissima sintesi delle vicende successive a Viterbo nei momenti salienti dei 1860 e del 1867, v. B. Di I'OUTO, Vicenda del Risorgimento nel Viterbese, Non soltanto, alle porte di Roma si svolsi: la lotta garibaldina, del 1867, in La Voce repubblicana, 7-8 novembre 1967.
B) Busta 34, rapporto da Orte del 15 loglio.
0) Ibidem, rapporto da Orte del 21 luglio,
7) Busta 27, fase, 1476, rapporto da Orte 19-25 agosto.
8) Ibidem, rapporto del 16-22 settembre sempre da Orto. Dell'atteggiamento fran­cese si lamentavano anche i rapporti da Acqnapendenta (Busta 27, fase. 1470, v. spe­cialmente il rapporto del 2-8 settembre).