Rassegna storica del Risorgimento
STATO PONTIFICIO STORIA 1847-1849; VITERBO STORIA 1847-1849
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1968
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Bruno Di Porto
Montatami andasse prevedendo un giorno in cui la Francia avrebbe fatto guerra all'Ausi ria per l'indi pendenza italiana. 1> Anche nel capoluogo, dove si tenevano segrete congreghe in case e in giardinia) e dove in teatro s'acclamavano le insegne dell'antica repubblica romana,3) l'atteggiamento francese ed il contegno personale del gen. Morris destarono qualche speranza.'
Lo spirito pubblico diceva un rapporto dei carabinieri pontifici in data 4 settembre si mostra ognor più esaltato dapoiché va circolando copia d'una pretesa lettera del presidente della repubblica francese al gen. Ney, suo inviato straordinario a Roma, con la quale si dà a vedere che la Francia voglia esigere dal Santo Padre amnistia generale, ) codice Napoleone, secolarizzazione dei più eminenti impieghi e governo liberale, cosicché al presente anche i più esaltati si vedono fraternizzare coi Francesi >.fl)
Si deve, però, presumere che le autorità pontificie, ideologicamente più conservatrici e desiderose di riacquistare il loro integrale potere, mal sopportando il condominio con gli occupanti francesi, ne esagerassero, per porle in cattiva luce, le tendenze progressiste; la loro soddisfazione fu del resto evidente quando venne richiamato a Roma il gen. Morris.7)
Un rapporto di polizia del 20 dicembre segnala come luogo di riunioni repubblicane in Viterbo la trattoria-fiaschetteria di Raffaele Armarmi e quali agitatori Giuseppe Dall'Aguta, forestiero, ex caporale di finanza. Florido Bucci glioni e i fratelli Patara, che riuscirono ad attirare soldati francesi e perfino qualche dragone pontificio.s)
Interessante è una corrispondenza tra la polizia di Viterbo e quella di Prosinone sulle responsabilità di un giovane della nobile famiglia Caprini,0) che aveva militato come tenente nella banda repubblicana del Masi, operante in Ciociaria, e che s'incolpava, in particolare, di aver sottratto un fucile a gente dei luogo.10)
Nella risposta da Viterbo si rivela una gran cautela nell'egire contro il cospicuo casato:
È la famiglia Caprini in riga delle primarie di questa città ed è composta di più individui, tutti destri ed avveduti. Un giovane Caprini, già ufficiale in tempo dell'ultima rivolta, cessò di vivere in Roma per ferite riportate nella guerra. Si suppone
*) Busta 27, fase. 1476, rapporto da Orte del 16-22 settembre.
2) Busta 34, Viterbo 21 luglio 1849.
8) Basta 33, fase. 1763, Carabinieri pontifici 4 settembre 1849.
4) Dopo la manifestazione al teatro, di cui sopra, le autorità pontifìcie proibirono una giostra che si doveva tenere in Viterbo ed ordinarono lo sfratto degli ex deputati Valentini, Polidori e Boldini, ma il Morris diede assicurazioni tanto per lo svolgimento della giostra che per la libera permanenza in Viterbo degli esiliati.
6) L'amnistia fu effettivamente decretata (18 settembre 1849), ma con molte rerestrizioni e gli amnistiati furono spesso cosi angariati da preferir l'esilio (efr, G. Si-c.NonF.u.i, op. ciUy p. 616).
e) Rapporto dei carabinieri cit. (Busta 33, fase. 1763).
7) Sull'attrito tra autorità d'occupazione francesi; e corte papale. Di Noi.ro, op. <, pp. 572-573.
8) Busta 33, fase. 1763, rapporto da Viterbo del 20 dicembro 1849.
) Membro eminente della patriottica famiglia fu il conte Pacifico, capo del comitato dell'emigrazione viterbese dopo il 1860.
l0) Buste 2, fase. 1317. Delegazione di Fresinone, Polizia, n. 3896, con acclusa risposta della polizia di Viterbo, n. 486, 24 novembre 1849.