Rassegna storica del Risorgimento
PERUGIA STORIA 1859
anno
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1968
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pagina
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461
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UNA RELAZIONE INEDITA SULLE STRAGI DI PERUGIA
A distanza di mi secolo, sedate le polemiche politiche del momento, e cessata ormai quasi del tutto la discnssione in sede storiografica, possiamo guardare con maggior serenità gli avvenimenti, che nel giugno 1859 portarono alla repressione della rivoluzione scoppiata a Perugia, ed alla riconquista della città da parte delle truppe svizzere al servìzio del Papa. Parecchi opuscoli che si occuparono dell'argomento non hanno sempre conservato il giusto equilibrio, e hanno quasi tra* sformato l'episodio in un simbolo della perenne lotta contro le forze del male. Dne cose tuttavia sono certe: da un lato, la forte, tenace e coraggiosa resistenza opposta dai liberali, decisi a tutto; dall'altra, l'impegno che gli Svizzeri dovettero porre per superare tanta opposizione. Queste conclusioni emergono anche dalle relazioni già pubblicate dal Pirri nell'appendice del secondo volume della sua opera, dove sono riportati fra l'altro i giudizi dell'Antonelli e del Pecci, che parlano di ignobile e ostinata resistenza >, del valore delle truppe, del comportamento dei capi della rivoluzione, del numero degli insorti, valutati a circa 2.500. Ci sembra opportuno far conoscere un'altra relazione inedita, la lettera del cappellano delle truppe svizzere, mons. Oberson, al cappellano maggiore del l'esercito pontificio, mons. Vincenzo Tizzani.*) Senza aggiungere nulla di so* stanziale, la relazione mette in evidenza lo spirito da cui erano animate le truppe svizzere nell'imminenza della lotta, e insieme conferma involontariamente,
!) Su mons. Tizzani, 1808-1892, canonico regolare lateranense, professore di storia ecclesiastica, vescovo di Terni, poi dal 21 giugno 1850 cappellano maggiore dell'esercito pontificio, cfr. spec. Memorie di Mons. Tizzoni, a cura di F. Biagnoni-Gazzoli, Roma, 1945, che corregge in buona parte il ritratto poco oggettivo che ci ha lasciato R. DE CESARE, Roma e lo stato del Papa dal ritorno di Pio IX al XX settembre, Roma, 1907, I, 49-50. La data di nomina del Tizzani a cappellano maggiore risulta dal registro dello Stato Maggiore dell'esercito pontificio ( Ardi. Stato, Roma). Francesco Giuseppe Ambrogio Oberson, di Giacomo e Anna Maria Bucheliez, nacque a Friburgo il 14 aprile 1820, servi due anni la patria come ufficiale, e fece la campagna del Sonderbund nell'armata dei sette cantoni cattolici in Svizzera, in. qualità di aiutante, ed in fine come aiutante di campo e terminò la sua carriera militare nell'epoca della capitolazione del Sonderbund verso la fine dell'anno 1847. Ammesso al servizio della S. Sede come cappellano di seconda classe nel 1 reggimento estero il 1 gennaio 1852, venne promosso cappellano di prima classe il 1 gennaio 1853 (o, secondo un altro registro, il 23 dicembre 1857!), e nominato capitano di seconda classe 1*11 gennaio 1853. Prese parte all'espugnazione di Perugia ed alla battaglia di Castelfidardo. Sciolto il reggimento estero, passò come cappellano del battaglione Carabinieri a piedi il 1 dicembre 1860. Mori a Roma il 20 novembre 1862 (Arch. Stato, Roma, Ministero delle Armi, Corpi Esteri, re. 1375; id, Battaglione Carabinieri, Matricole Uffizi ali dal 1860 in poi, registro 1381). Il colonnello Schmid di coi è fatto cenno nella lettera dell'Obcrson, nacque ad Aldorf (Ury), il 9 novembre 1792, servi la Francia dal 1816 al 1830, prendendo parte alla campagna di Spagna dal 1824 al 1827. Dal 1831 al 1854 servi la Svizzera, e il 2 ottobre 1854 passò al servizio della S. Sedo come colonnello del I reggimento esterOr II 21 giugno 1859 (ai noti la data: il giorno dopo l'espugnazione di Perugia), venne promosso generale, in un giorno imprecisato del 1860 passò allo Stato Maggiore, e venne giubilato il 5 gennaio 61 (Arch. Stato Roma, Ministero delle Armi* Stato Maggiore).