Rassegna storica del Risorgimento

PERUGIA STORIA 1859
anno <1968>   pagina <462>
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Giacomo Martina
tua in modo non sospetto, il valore degli insorti. Si dirà che noi siam barbari, ma si dovrà riconoscere che il S. Padre ha un reggimento che si può misurare col primo reggimento del mondo....1* L'afférmazione, che tanta perplessità e tanti problemi solleva oggi, va collocata nel momento in cai fu pronunziata. L'ec­citazione della lotta appena finita era ancor viva, si pensava di aver dato la mi­gliore risposta a quanti nei mesi precedenti avevano denigrato il valore del­l'esercito pontificio, si era convinti di aver dato la più splendida prova di fe­deltà al Papa. Né va poi dimenticata la personalità di chi ha scritto quelle pa­role, che, dai pochi dati che abbiamo, sembra aver abbracciato il sacerdozio solo dopo aver servito la patria come ufficiale, e probabilmente nell'animo era rimasto sempre più soldato che sacerdote, anche se non era uno di quei cap­pellani che hanno il collare e nulla più, come deplorava Pio IX a proposito dell'assistenza religiosa alle sue truppe.2) Né era forse estranea all'affermazione l'orgoglio nazionale degli svizzeri, che, ancora una volta, avevano mostrato sui campi italiani il loro valore militare, battendo elementi italiani, sia pure per circostanze eccezionali.
Passeranno quattordici mesi, e il successo momentaneo delle truppe ponti­ficie sarà definitivamente annullato: Perugia farà parte del Regno d'Italia.
GIACOMO MARTINA S. J.
MONS. OBERSON a MONS. TIZZANI
Perugia, 21 giugno 1859 Eccellenza Rev.ma,
Ieri a sera mi è stato impossibile di scrivere; ho dovuto passare la notte coi feriti e coi moribondi: ecco i dettagli della giornata di ieri, giornata sempre memorabile nell'istoria del valor militare svizzero. Ciò che io ho sempre detto del mio reggimento egli è al presente un fatto; noi non abbiamo a temere dei nostri soldati, che allorquando una volta lanciati alla zuffa non v'ha forza che li possa reprimere.
Arrivati a Ponte S. Giovanni, piccolo villaggio sul Tevere, c'è stato tirato un colpo di facile sulla testa della colonna: dopo gli Angeli io ho marciato a cavallo in mezzo alla colonna parlando con tutti i soldati per animarli. Vedeva che le disposizioni eran eccellenti ma che avevano saputo dai borgesi (sic) che in Perugia eranvi anche dei soldati toscani per difendere quella città. A Ponte (Borgo S. Giovanni) il Commissario del Governo inviato per cercare di ridurre i Perugini ad una capitolazione,*) s'avvicinò a me e mi disse in segreto: non vogliono saperne niente, si vogliono difendere fino all'ultimo uomo*. Io allora mi misi a percorrere la colonna per animare i soldati anche più, e viddi (sic) colla più viva soddisfazione che più ci avvicinavamo a Perugia, più il desiderio di combattere manifestavasi nella nostra armata: infine a due ore e mezza dopo
*) Pio IX all'Antonelli, in data ìmprecisata, probabilmente nel giugno 1850 (cfr. A. LOUOMNI, Un archivio segreto del cardinale Antonelli, in Studi romani-, I [1953], p. 418).
2) Archivio Segreto Vaticano. Archivio Pio IX, Vario, 1529, copia.
a) Luigi I.aiumzi, perugino, presidente del tribunale di Perugia, poi consigliere di Stato. Per la sua opera, cfr. P. Poni, Pio IX e Vitt. Em. Il, II, II, Roma, 1951, pp. 286-294.