Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1968>   pagina <465>
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MUSEI, ARCHIVI E BIBLIOTECHE
I FONDI ARCHIVISTICI DEL MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO
XXXI. - Le carte di Luigi Carlo Farini, dittatore dell'Emilia
D 3 novembre 1914 il ministro delle Finanze, Luigi Rava, avvertiva il Comi­tato nazionale per la storia del Risorgimento che per evitare la iattura che carte e documenti lasciati da Luigi Carlo Farini riguardanti l'ufficio suo di Governatore e Dittatore nelle Romagne potessero andare disperse > aveva di* sposto che fossero acquistate dal suo ministero giacché la varietà degli argo­menti a cui esse si riferiscono interessa anche l'azienda economica dello Stato .
H Rava, però, non passava queste carte agli archivi di Stato; aveva l'im­pressione lo perdoni il ministro dell'Interno che la conservazione e cata­logazione di tali documenti troverà più idonea sede nell'erigendo Museo storico del Risorgimento italiano . Il Comitato nazionale per la storia del Risorgimento stava, infatti, trattando l'acquisto di tutto il materiale della famiglia Farini. Le carte private di Luigi Carlo erano già in deposito presso il Rava per l'edizione dell'Epistolario ed ora sono conservate nella Biblioteca classense di Ravenna;1) quelle di Domenico Antonio e di Domenico sono, invece, a Roma*) accanto a questo fondo riguardante gli anni 1859*60, del quale cercherò di dare qual­che notizia.
Esso è racchiuso nelle buste 130-164 del Museo centrale del Risorgimento.
Circa 2400 dispacci telegrafici in arrivo e in partenza dal 16 giugno 1859 al 27 marzo 1860 sono la base attorno alla quale si articola tutto il materiale, che, per la maggior parte, è redatto, nelle minute, da Emilio Visconti Venosta, e questo spiega l'importanza di alcune relazioni, che sono state pubblicate a varie riprese dallo stesso Rava. Da un lato stanno i rapporti con le autorità interne del governo provvisorio, dall'altro quelli con Torino.
Lettere degli intendenti, minute di ordinanze, indirizzi di municipi sono conservati accanto alle relazioni di Buongoverno e ai rapporti giornalieri dei carabinieri modenesi e parmensi (novembre 1859 - marzo 1860).
Le suppliche di privati per chiedere sussidi, implorare impieghi o suppli­care esoneri (circa 500) potrebbero fornire il materiale per una storia, non solo politica, ma di costume di quei mesi fortunosi. Il rapido mutare delle circo­stanze politiche ci fa trovare accanto agli indirizzi dei Modenesi che richie­dono, fra il luglio e l'agosto 1859, la dittatura di Farini, quelli del febbraio-marzo 1860 a Vittorio Emanuele II. Al re di Sardegna avevano, del resto, pre­stato giuramento gli impiegati prima di Viilafranca: ne fanno fede i precisi verbali.
À) Vedi Inventario delle earte Farini, a cura di GIUSEPPE CORTESI, Ravenna, 1960.
2) Vedi EMILIA MORELLI, / fondi archivistici del Museo centrate del Risorgimento, XIV, L'archivio di Domenico Farini, io Rassegna storica del Risorgimento, a. XXVIII (1941), pp. 384-387. Le carta di Domenico Antonio sono, invece, nella sezione volumi manoscritti*