Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1968>   pagina <466>
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Emilia Morvlli
Quanto alla politica estera, ecco il resoconto delle missioni a Parigi e a Londra di Fontnnelli e Malmusi del Luglio e le credenziali .spedite nell'agosto del 18S9 a Panizzi In questo contesto va inserita questa lettera di Henri Conneau.
MAISON DE L'EMPEREUR
Service de Sante
Médecin eri chef Parigi, 28 settembre 1859
192 rue de Rivoli Carissimo amico,
Ho ricevuto tre lettere da te. La prima mi trovò assente da Parigi. Ero andato a Londra con mia moglie. Al mio ritorno fui dolentissimo di non più ritrovare a Parigi il tuo amico. La seconda tua che mi pervenne era scritta da Lione. Scrissi air Imperatore immediatamente. Esso mi ha fatto rispondere da Mr. Mocquard suo Capo di Gabinetto che già prima d'adesso avea parlato al signor di Rechberg a favore di quei poveri detenuti modanesù II signor di Rechberg negò trovarsi nelle mani delle autorità austriache alcun detenuto mo-danese. L'Imperatore desidera adunque aver il nome delle persone che si tro­vano prigioniere degli Austriaci pel conto del duca di Modena, e se fosse ancora possibile avere dettagli circostanziati sul luogo ove essi si trovano, la cosa riusci­rebbe anche più favorevole per rinnovare presso il Governo austriaco le recla­mazioni del Governo dell'Imperatore, il quale come tu vedi non ha aspettato a oggi per fare delle reclamazioni a quest'oggetto.
La terza lettera tua mi viene rimessa dagli inviati parmigiani ai quali pro­curerò di far ottenere l'oggetto della loro venuta subito che Vlmperatore sarà di ritorno a Parigi.
Mille complimenti al signor FontanelH ed alla tua consorte.
Addio, credi sempre alla mia sincera ed antica amicizia ed al piacere che provo e proverò sempre ad esser utile alla nostra povera Italia, che amo come mia seconda Patria. Sono sempre felicissimo ogni qualvolta mi vien data l'occa­sione di far cosa che possa esser utile al suo bene ed alla sua indipendenza. Non ho cangiato, caro amico, son sempre l'uomo del 1831, e come tale spero che sempre farai capitale del tuo aff.mo amico
doti. M. Conneau
I documenti riguardanti l'assassinio del colonnello Anviti ci riportano alla politica interna ma anche ai rapporti con Torino, perché contengono una bel­lissima lettera di Alfonso Lamarmora del 14 ottobre 1859.
Ai progetti di Lega all'indomani di Villa Franca si riferisce la corrispon­denza con Cipriuni, Ricasoli, Ridolfi (questi invia il voto dei Toscani). In quel mese di loglio anche il generale THloa espone le sue idee sulla difesa del du­cato di Modena.
Le preoccupazioni di Farini per la situazione militare ad alto livello (si pensi al dissidio Fami-Garibaldi) non lo esoneravano dall'occuparsi di questioni di minor momento, ma che potevano produrre conseguenze assai gravi. Tra gli ufficiali troppo esuberanti non poteva mancare Nino Bixio e Farini ne scrivo preoccupato a Garibaldi.