Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno
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1968
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pagina
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471
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Libri e periodici 471
caso, fino agli argomenti, ancor oggi attualissimi, e gravidi in Sardegna d'una ricca tradizione storica, della lotta antiprotezionistica, dell'autonomismo, dei dibattiti più o meno scientìficamente antropologici e < razzisti circa l'ambiente dell'isola e la sua civiltà. Quanto al Bulferetti, precisamente la sua attenzione, ormai antica, e perciò, scaltrita ed erudita, a simili fattori geografici, etnici e sociali garantisce un'approssimazione al tema densa di frutti critici di prim'ordine. Che le riforme economiche venissero determinate, e perciò impoverite e svuotate, nel Settecento come in seguito, da impellenti necessità finanziarie è rilievo che non sfugge all'A., e lo induce a circoscrivere in equi limiti la stessa portata rinnovatrice del Bugino (e del suo quasi omonimo intendente generale Antonio Bongino di cui qui si pubblica una voluminosa memoria), quella grettezza, quel tecnicismo, che non riesce neppure a riaprire ai Sardi la via del mare, essi marinai fattisi da secoli pastori per il timore micidiale della malaria e delle scorrerie barbaresche. Il problema elementare del grano e quello, dolorosamente connesso, della fornitura più o meno usurari a della semente è nell'isola, come, grosso modo, nel contemporaneo Mezzogiorno borbonico, al centro della tematica riformatrice, protagonista Giuseppe Cossu, ma su una struttura governativa, almeno per quanto concerne la Sardegna, assai più fiacca e negligente che non quella napoletana, non in grado neppure di portare avanti quel disegno di presenza, se non d'espansione, nel Mediterraneo, che pur traluce qua e là in queste pagine, ma senza conseguenze pratiche, e che a Napoli aveva una tradizione fiorente fin dal tempo degli Austriaci. Subito dopo, anche qui senza novità, la ripartizione della terra fra i contadini, specie dopo l'eversione gesuitica, un problema reso in Sardegna assolutamente velleitario dalla mancanza d'una borghesia ancorché agraria ed umanistica, e dal permanere immobilistico medievaleggiante degli stamenti parlamentari, autentici corpi squadranti e frenanti ad un tempo una società in lentissima evoluzione. Progetti colonizzatori, infine, e di mutamento o ammodernamento nei metodi onde allevare il bestiame: Agro Romano e Tavoliere di Puglia sono qui gli esempi classici vistosamente presenti, con tutto ciò che d'utopistico e di seriamente sperimentale e scientifico è nella loro sterminata bibliografia. Mondo della natura e mondo dell'uomo tornano perciò a congiungersi felicemente e, direi, congenialmente nelle ultime pagine del Bulferetti, a delineare la figura enciclopedica del Gemelli, il professor d'eloquenza che incarnava con emblematico fervore retorico un'età di transizione, recandosi dietro mille scorie di vecchiume archeologico e di rancido pregiudizio, ma anche, nella curiosità e vivacità di tante pagine ignorate, anticipando innegabilmente l'avvenire.
RAFFAELE COLAPIETRA
PACIFICO YALUSSI, Dalle memorie d'un vecchio giornalista deWepoca del Risorgimento italiano ; Udine, Accademia di Scienze, Lettere e Arti di Udine, 1967, in 8, p. 235. S. p.
Il nome di Valussi richiama immediatamente alla memoria del lettore anche mediocrametne colto di cose risorgimentali la testata della Perseveranza, quest'espressione prestigiosa della < moderateria lombarda che, prima dei fasti del Bonghi, ebbe appunto nel pubblicista friulano il responsabile iniziale di un certo orienta mento e l'ispiratore di un certo significato, l'uno e l'altro politici e civili ad un tempo, che a lungo avrebbero contraddistinto il quotidiano milanese nell'ambito delle Destra al potere, prima, e, in seguito, in quello di un'opposizione circospelta e massaia. Sfortunatamente, la origine un po' edificatoria e la natura strettamente autobiografica di questi Boriiti, che le cure benemerite degli accademici udinesi sottraggono alla disagevole accessibilità d'un giornale di provincia e pongono a disposizione d'un più vasto pubblico, non consentono di ricevere molti lumi sul quinquennio cruciale che va dalla liberazione di Milano alla convenzione di settembre, il regionalismo, la consorteria, il tecnicismo* di Jncinì, il ralliement di Correnti, il sorgente astro di Visconti, l'opposizione al Battezzi, l'atmosfera, insomma, che fa da fondo e da nerbo agli editoriali togati della Perseveranza. Questi anni, s'intende, per noi così