Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1968>   pagina <473>
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Libri e periodici
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ratizzate del nuovo ordinamento amministrativo italiano, a coi l'A. avrebbe voluto senza fortuna sostituire aggruppamenti naturali arieggiami il modernissimo concetto del comprensorio. Ecco dunque il patriota giornalista arricchirsi di elementi ebe avremmo desiderato come si diceva in principio, meglio e più largamente documen­tarsi. Egli si arresta viceversa al voto politico parlamentare contro Menabrea dopo Mentana, un voto decisivo, ove sì rifletta al fatto che l'ordine del giorno di fiducia Bontadini fu respinto con un sol voto di maggioranza: arresto significativo, come quello che pone un limite alla evoluzione risorgimentale là dove, secondo le incisive parole del 13eri ani, si era aperto tra monarchia e democrazia nn abisso che si sarebbe dovuto saltare o ricolmare: il problema, cioè, dei decenni avvenire, tuttora doloro* samente apertissimo mentre il vecchio Vatussi scriveva' per i suoi lettori friulani.
RAFFAELE COLAPJEXRA
NICOLA RAPONI, PoUtica e amministrazione in Lombardia agli esordi dell'Unità* Il programma dei moderati; Milano, Giuffrè, 1967, in 8, pp. 403. L. 3.600.
Il libro del Raponi è di anelli che, al momento in cui si vuol darne un giudizio complessivo, fanno sorgere qualche domanda intorno alla proporzione delle parti e ai nessi fra problema centrale e sezioni relativamente laterali o accessorie. E per iniziare il discorso di qui, diremo subito che, se il sommario si offre a prima vista fin troppo ampio e multiforme, al contrario la lettura consente poi di evidenziare quali sono i temi prioritari nell'interesse dell'Autore, e coglierne la chiarezza.
Alcuni capitoli si occupano, con abbondanza di riferimenti, delle questioni economiche e finanziarie, dell'articolazione dei ceri sociali e delle classi superiori in particolare, dell'ambiente culturale, religioso, intellettuale. In molte parti la ricerca si estende ad nn lungo antefatto, anche al di là del *48-'49, oppure si addentra nel con* fronto con le cose del Piemonte, dei Ducati, dell'Italia centrale. Eppure, a guardar meglio, l'asse poggia con evidenza Bulla questione delle forme istituzionali in cui la Lombardia, cosi ricca di tradizioni, articolazioni, strutture sue proprie, venne ad es­sere inserita attraverso le incalzanti vicende del 1859 nel corpo dell'Italia unita. L'asse ruota cioè sempre, secondo una propensione già evidente negli studi precedenti dello stesso Autore, intorno albi storia amministrativa, anche se acquista significato e con­tinuamente si giustifica in un contesto più ampio, rivolto all'osservazione della so­cietà civile.
Se accenneremo qui a punti abbastanza diversi di questo studio, non sarà dunque perché abbiano tutti uguale importanza rispetto alla sua problematica centrale: ma essi sono spesso abbastanza originali, rispetto a una letteratura anteriore che improvvisamente ci rivela le sue insufficiente, da meritare di essere menzionati. Si prenda, per fare nn esempio, il capitolo sui rapporti fra i Lombardi e Cavour . Non solo è colto con le giuste sfumature l'evolversi del mito di Massimiliano gover­natore, fino alla sua sostituzione con un'attesa e - perché no nn < mito di Cavour, ma la documentazione dei rapporti del ceto moderato-patriottico lombardo con Torino si giova di materiali in parte nuovi assai ben coordinati. La ricostruzione dettagliata dell'apporto di singoli protagonisti, come Ludovico Trotti e Cesare Giù* lini, confluisce felicemente nella individuazione dello forze che convogliarono una opinione pubblica e quasi per intero il ceto elevato di Milano e della Lombardia all'accettazione del programma cavonrriano.
Il taglio biografico è adottato dal Raponi anche in altre parti del libro, per esempio a proposito della questiono religiosa ed ecclesiastica, dove è carenza di studi specifici. In questa occasione si ritorna, infatti, su personaggi come Luigi To­relli da un lato o il riformatore Guerrieri Gonzaga dall'altro. E lo stesso Achille Mauri nel suo atteggiamento in materia religiosa, non privo di debiti verso il Manzoni e il Rosmini, cosi comò in altre pagine 6 considerato piuttosto rispetto all'azione politico-amministrativa e al sistema costituzionale del Regno d'Italia.
Belle osservazioni poi sono dedicate al fenomeno autonomistico, nelle sue