Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
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1968
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484
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Libri e periodici
in stretto rapporto con lo stadio delle classi rurali, ed indica la dimensione europea come inerente alla storia del socialismo nel XIX secolo.
Nei primi due volumi, si segnala qualche ampliamento di testo e di note, qualche attenuazione di punti polemici troppo scoperti ,* e sopratutto l'inserimento, in apertura del secondo, di un'esauriente introduzione sul capitalismo e lo Stato agli inizi della vita unitaria, in cui si avverte la conquista di un intendimento più sciolto e complesso della problematica storica, al di là della schematica contrapposizione dialettica delle classi2) ed uno sforzo di penetrazione, sia pure con disuguaglianze di tono,3) nelle responsabilità effettive e nei punti di vista delle classi dirigenti di allora, impegnate a creare, a costo di aspri egoismi, come a danno del Sud, il terreno su cui doveva sorgere una moderna classe operaia quando ancora gli operai italiani non si staccavano dal confuso bassorilievo delle classi subalterne.
Si ribadiscono, con ciò, l'interesse e la simpatia di questo storico marxista per gli antecedenti risorgimentali, democratico-borghesi, del nascente socialismo italiano. Egli ha, infatti, contribuito in larga misura al superamento di tipiche primitive posizioni della storiografìa marxista sul Risorgimento, come già parve chiaro a Walter Maturi,*) che leggeva nelle sue critiche al Sereni una revisione della tesi di Gramsci sulla mancata rivoluzione agraria, controbattuta dall'esterno con più acuta spregiudì-catezza economicistica da Rosario Romeo. ")
L'abbandono della protesta retrospettiva per la mancata rivoluzione agraria è compiuto dal Romeo, oltre che in chiave antibakuniniana (dacché Bakunin guardava ai contadini e ai diseredati come al serbatoio delle energie rivoluzionarie), appunto nel contesto della giustificazione storica, perlomeno parziale, per l'operato delle correnti democratiche ottocentesche, cattaneana, mazziniana, garibaldina, dalla cui ala più avanzata, nei momenti conclusivi ma ancora operanti del Risorgimento, cioè negli anni dell'agitazione per il Veneto e Roma, germinò il nucleo iniziale del movimento operaio italiano.
La personalità guida di codesti suoi primi passi è Carlo Pisarane, morto da pochi anni, la cui vivace eredità d'idee attecchiva, presso la minoranza democratica, nell'ambiente napoletano, disilluso dalla Fèrrea unificazione piemontese*-6f
veramente ci sovviene una previsione critica dell'eroe, che doveva quanto mai confarsi al disagio della capitale meridionale detronizzata : e Come ora languono le province d'ogni stato, languirebbero allora egualmente le città che oggi sono capitali, eccetto una .7)
Di Pisacane era ripresa, dal gruppo napoletano del <Popolo d'Italia, insieme con la rivendicazione federalistica, discesa da Cattaneo, la componente socialista, discesa da Proudhon e Ferrari; e ciò stava avvenendo allorché giunse, nel 1864, ad
1) Ad es., il cap. VI del I voi., che s-intitelava I primi tentativi del Bakunin contro l'unità della classe operaia Ora' suona più obiettivamente I primi contrasti nel seno dell'Internazionale .
2) Ponto teorico saliente è la pagina 119.
8) Per esempio ci sembra apocalittica ed esagerata la denuncia della contraddi* zione tra il liberismo teorico e gli interventi o salvataggi dello Stato, non perché manchi di fondatezza ma per l'estrema deduzione che il sistema fosse prossimo al crollo e la borghesia italiana fondamentalmente contraddittoria, laddove un sistema può accortamente integrarsi, specialmente nella fase di crescita, con correttivi d'altra
indole.
4) W. MATURI, Interpretazioni del Risorgimento, Torino 1962, pp. 634-638.
6) R. ROMEO. La storiografia politica, marxista, in Nord e Sud, agosto-settembre 1956.
0) DJ A. ROMANO come specializzato studioso del PiBacane ricordiamo La formazione della coscienza politica di C. Pisacane (Firenze 1932) o le edizioni dei Saggi storici, politici, militari (4 voli., Milano-Roma 1957) e della Guerra combattuta in Italia negli anni 184849 (Milano 1961).
Ti C. PISACANE, Saggio sulla rivoluzione, Torino 1951, p. 68.