Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1968>   pagina <486>
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Libri e periodici
di una vita da benestante con cui riconfortare la povera moglie dopo tanti patimenti e rinunce per la causa.
La sensibile ricostruzione biografica e psicologica di protagonisti grandi e minori è appunto uno dei pregi del Romano; cosi s'intendono bene le vicende di Carlo Caficro, Andrea Costa, Anna Kuliscioff e di tanti altri combattenti del socialismo e della democrazia, a ciascuno dei quali il racconto sa porgere, in opportuni indugi la piega adatta. Non mancano peraltro giudizi Beveri verso piccoli politicanti locali del socialismo, come un Caporusso a Napoli ed un Terzagbi a Torino.
Nella drammatica rappresentazione del conflitto tra le forze popolari e lo Stato, il fronte della borgbesia assume poi le odiose parvenze che ha il privilegio nella sua ottusità guardinga agli occhi di chi lo vuole scalfire e attaccare. Certo è che il mezzo normale di risposta alle aspirazioni di un misero proletariato fu la repressione poli­ziesca, di cui l'opera documenta i metodi e i servizi d'informazione.
Interessante e paradossale, nel quadro della sfida alle autorità con cui s'intra­prese la lotta, è un episodio di alleanza internazionalistica-borbonica in Napoli.1' Circostanziato è il resoconto delle insurrezioni anarchiche e, in particolare, del moto di San Lupo.
La puntuale delusione d'ogni tentativo e la severità poliziesca e giudiziaria non indebolirono affatto il socialismo ma favorirono, con la svolta di Andrea Costa, la maturazione di nuovi indirizzi di lotta, travolgenti l'ispirazione anarchica.
La visuale s'allarga alla politica estera, specialmente con l'interpretazione della Triplice Alleanza come acquisizione all'industria settentrionale dei mercati danubiani e centro-europei, sfuggiti con le guerre d'indipendenza e l'unificazione nazionale. Tale interpretazione fa parte di una generale denuncia meridionalistica.a) provvista invero di solidi argomenti come quello del drenaggio di risorse dal Sud al Nord mediante la confisca dei beni ecclesiastici, ma poco critica, ci sembra, verso i peccati della stessa classe politica meridionale.
D. punto di vista meridionalistico del Romano si fa anche sentire un poco nella distribuzione dell'indagine tra i centri del nascente socialismo: il Maturi gli rimpro­verò a questo proposito di aver accentrato lo studio delle origini socialiste esclusiva* mente su Napoli.2) Il rimprovero è eccessivo perché compare nell'opera degnamente anche il resto d'Italia e specialmente l'appassionato ambiente romagnolo, dove pure son lumeggiati i fermenti politici e sentimentali dell'estrema sinistra premarxista, con l'urto tra mazziniani e garibaldini, in quella che è detta efficacemente la fase con­viviale > del socialismo.
Nell'ambiente emiliano fece da veicolo al socialismo non più l'eredità di Pisa-cane, come a Napoli, ma la passione umanitaria e il fascino popolare di Giuseppe Garibaldi. e
Da segnalare, tra tanti altri interessi dell'opera, la costante attenzione rivolta alla stampa e al pubblicismo democratici e socialisti.
Tra i testi e i documenti, segnaliamo anzitutto i carteggi di Italiani con Bakunin ed Engels e gli articoli di stranieri (specialmente Bakunin) sulla stampa socialista ita­liana: dell'agitatore russo è riportato, ad esempio, il celebre articolo sull'essenza della religione. Ricordiamo inoltre le relazioni sul moto di San Lupo, i programmi organiz­zativi ed elettorali di * Libertà e giustizia , e i rapporti di polizia e dei questori.
Merita, infine, un cenno conclusivo il discorso sul laicismo, come positivo valore perseguito insieme dalla componente liberale e da quella democratica della nuova
ltahtu BRUNO DI PORTO
i) V. I voL, pp. 403, 533.
*0 Per gli interessi meridionalistici del Romano possiamo ricordare L'intervento al IX congresso di Storia del Risorgimento italiano, su G.B. Vico nella formazione della cultura liberale meridionale (Roma, 1933), gli studi su G. Zurlo e G. Poerio e lo scritto Napoli ani more tra il seUeeento e l'ottocento , in F, Caracciolo e il primo contributo dato da Napoli al Risorgimento (Napoli, 1942).
8) V, W. MATURI, op. ulti, p* 5:..