Rassegna storica del Risorgimento

CONSIGLIO DI STATO ; MORICHINI CARLO LUIGI ; STATO PONTIFICIO
anno <1919>   pagina <488>
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F. nmiili
vano del tradizionale grido ; v No paperi/ , emesso da sterminati ootfcei di migliaia e migliaia di fanatici.
Non era ancor giunta in Roma nobjzia della risoluzione del Parlamento brittanico contrarissima alle sperante con tanto aifetto carezzate dal papa, e già il Monetai era cosi imgoMifco nelle care del Consiglio di Stato e cosi cònscio, delle gravi .responsabilità po­litiche ehie. vi eran connesse, di fronte al sovrano e alla opinione pubblica, da permetterci di opinare, sia stato meglio per l'arcive­scovo il non lasciarle in asso, come avrebbe dovuto fare; se: inviato a Londra.
Dopo l'incursione degli Austriaci guidati dal maresciallo "Wel-den e la sconfìtta loro assestata dall' eroismo popolare in Bologna l'8 agosto, tutta la macchina governativa si veniva dissolvendo in una vera e propria anarchia, fomentata ugualmente dal ringalluzzire dei reazionari, dallo spipita rivoluzionario dei radicali già inneg­gianti e non più soltanto nel segreto del cuore' alla repub­blica. Né contro le arti e manovre dei partiti estremi si dimostrava saldo, compatto, risoluto, scrupoloso osservatore dello Statuto, il partito costituzionale nei due Consìgli del Parlamento romano, od operava visibilmente il ministero Fabbri, il quale ormai non sapeva trarre forza ed energia per la tutela dell'ordine pubblico e la con­servazione della compagine dello Stato, se non ricorrendo: prov­vedimenti, i quali, essendosene tanto abusato sotto papa Gregorio, sapevano d' inconstituzionalità, se non nella sostanza, nella forma:Jpér lo meno davano facile appiglio ai nemici del governo pontifìcio di far la voce grossa, accusandolo di preparare il ritorno al regime assoluto.
Quando il 26 agosto il ministero ebbe prorogato il Parlamento al 15 novembre, a ricondurre nel girone della vita dello Stato Bo­logna, doVP -regnavano il terrore e l'anarchia' minacoianti dilagare nelle province finitime, giàctói espediente l'istituzione di un Com­missariato straordinario per le quattro Legazioni, che avrebbero alla testa il legato di Bologna, .cardinal Amat, e di cui sarebbe anima 1' energico dott. Luigi Carlo Farmi, il futuro dittatore dell' Emilia.
Contro l'istituzione di questa straordinaria magistratura non si levarono soltanto quanti, per loro fini politici, pescavano nel torbido, ma anche quanti de1 costituzionali la intaccavano d'incompatibile con lo Statuto (1).
ijj Taiga d'esempio questo passo di fettpa del conte Francesco Lovatelli, Prolegato a Ferrara, ai FarM, del 7 settembre: ,.**.M sono eccessivamente