Rassegna storica del Risorgimento

BINI CARLO ; MAZZINI GIUSEPPE
anno <1919>   pagina <499>
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Lettere inedite del Mazzini
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merciante ebreo Foà, donde gli perveniva un biglietto di rifiuto ohe vale mi tesoro per la sna quintessenza giudaica , mentre at­tendeva l'esito che avrebbe avuto la sua lettera al Bisoardì, al quale si dava con chiare parole incarico di girarla fra gli amici allo scopo di far mettere definitivamente da parte l'idea della sottoscrizione. Come il lettore avrà subito compreso, il Bini aveva un intuito acuissimo, e pertanto non si faceva illusioni : " Io non spero nulla di buono, e vado convinto che la faccenda finirà coll'esser trattata costituzionalmente e cioè, se non andiamo errati, con un mezzo termine che, nell'affare del prestito, era né il rifiuto né le quattromila lire in prestito bensì mille in elemosina come in politica non è l'assolutismo né la repubblica, ma la monar­chia rappresentativa, riprovata dal mazziniano livornese. Per tutto ciò, egli, con tra gesto che ci sembra ammirabile, prevedendo che il fatto? data la sua gravità, sarebbe passato fra i documenti della storia contemporanea conchiudeva la posoritta della lettera in discorso con l'esprimere il desiderio che della lettera ne fosse fatta una copia per mostrare al mondo... che non tutti furono codardi e brutali, e che se, afflitti dalla povertà, non poterono aiutare l'amico infelice, dissero almeno una parola franca e generosa .
Pur troppo, come egli non dovevasi ingannare neanche in questo, così aveva l'amara soddisfazione di avere colpito perfetta­mente nel segno circa la inanità degli sforzi compiuti per evitare la colletta. Infatti, la lettera che porta il n. 17 nella citata edizione degli Scritti bimani, lasoia desumere ohe il Bini aveva domandato il prestito a un terzo o quarto amico, il quale non può identifi­carsi né col Biscardi essendo appunto a lui indirizzato probabilmente il biglietto } né col Foà perchè costui aveva risposto direttamente a Carlo, né col Bastogi, presso il quale si recò di persona Carlo a par­lare, come si vedrà più innanzi e che questo amico era sfuggito con pretesti alla domanda ma aveva anch'esso approvato quel mezzo indecoroso di raccogliere il denaro. Il Bini avrebbe firmata anche lui da mallevadore la cambiale, e tutto sarebbe rimasto coperto dal più discreto silenzio. Ma tant'è! In quanto ai Mazzini, muoia di fame, o si provveda altrove. Soffra come ha sofferto, e duri a soffrire- Egli non ha diritto di sottrarsi a quella legge fatale e per­petua che condanna al dolore certa specie di spiriti. E cosi appren­da una volta a conoscer più addentro quella razza per la quale ha speso il fiore della sua gioventù, la nobiltà del suo ingegno, e il sangue più puro del suo cuore . Della colletta dichiarava di non