Rassegna storica del Risorgimento

BINI CARLO ; MAZZINI GIUSEPPE
anno <1919>   pagina <504>
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R. -SSagarld
1.
(Londra), 20 luglio '38, Carlo mio,
La tua lettera mi è giunta qui quand'ìo disperava d' aver mai più cenno di vita da voi ; perch'io ho scritto ad Enrico (Mayer), ho scritto a Pietro (Bastogi), ho scritto a Francesco puerrazzi) senza ricevere una sillaba di risposta. Ì mia lettera a Francesco dovrebb'essere smarrita perchè tu mi chiedi se ho ricevuto almeno tue righe dell'anno scorso, ed io rispondendo scriveva appunto a Francesco ed a te. Dell' altri non so; li credo giunti, e per questo ti prego di non farne motto. Le risposte provocate valgono anche meno del silenzio, e al silenzio sono avvezzo oggimaì. So irifèlfe che hai fatto per venirmi in aiuto: mi sarei diretto a te s'io t'avessi saputo in caso di soddisfarmi : non mi sarei diretto ad anima viva se avessi potuto prevedere il come sarebbe accolta la mia domanda. Io chiedeva un imprestito di quattro mila franchi con interessi e restituzione del capitala dopo tre anni: tutti sanno o possono sapere ch'io non sono povero che a tempo, che i miei sono piuttosto rie­chi, ch'io soa unico tìglio, che non son tale da voler perder l'onore per un po' di danaro, e che ov'io morissi prima del termine i miei pagherebbero; ma i mercanti non s'appagano cosi facilmente, e però io, non potendo com'esule dar sicurezze materiali, cercavo fra gli amici chi volesse interporre il suo nome. Pietro m' ha convertito l'imprestato in elemosina, m'ha mandato di suo mille franchi : non m'ha salvano dalle angustie che mi premevano e mì premono tut­tavia, m'ha fatto arrossire, e m'ha messo una spina nel core, finché io non possa restituirgli questo danaro. E questo pure, te ne prego, si stia fra noi. Poi, certa freddezza e un' assoluta dimenticanza di alcune altre mie richieste m'hanno fatto vedere oh' io avea troppo presunto dei vincoli stretti un tempo fra noi e ch'io credeva dover sopravvivere anche nella inerzia politica. Voglioso di pagare un tri­buto da si lungo tempo dovuto alla memoria di Foscolo, chiesi ov'altri non avesse già posto mano al lavoro le carte recate in Italia da Enrico e quanti documenti potessero giovare alla vita. eh' io m' offeriva di scrivere ; ebbi promessa e poi dopo silenzio : pregai perchè mì mandassero da Firenze alcuni scritti e l'Educatore per far qui noto il Lambrusahini, noto solo a chiunque avvia l'E­ducazione dell'infanzia e delle classi operaie. Enrico mi scrisse che
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