Rassegna storica del Risorgimento
BINI CARLO ; MAZZINI GIUSEPPE
anno
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1919
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pagina
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506
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DW Zagaria ! J
gnavate per la decima volta ad aspettare tuia Libertà d' affrancati dalla Francia, quando appunto per la cosa tentata in Savoia la Carboneria, francese si confessava inferiore alla nuova fratellanza e si discioglieva : quando i governi esferi, spaventati dalla nostra audacia e dalle più efficaci dottrine, crescevano in vigilanza e soli tre armi dopo minacciavano la Svizzera e muoveano truppe, solo perch'essa s'ostivava a tenere alcuni di noi. Non accuso individui. I vizii dell'interno son nostri pure: poi che mancò la potenza, i più- tra gli esuli son fatti indegni del nome : scettici, bestemmiatori, derisori stoltamente, vergognosamente: s'io ti dicessi i nomi, ti porresti le mani a' capelli, poi compiangeresti me pure, perchè nella vita ho sperimentato dolori molti, ma nessun dolore eguaglia a quello che ti viene "dall' udire la parola scherno sulla stessa bocca che s'apriva un tempo ai più caldi accenti d'amicizia, d'entusiasmi) e di fede.' Accuso i tempi, F ignoranza, le scuole, il materialismo che ha dominio sull' anime nostre anche quando a parole lo rigettiamo, le abitudini della servitù, le mezze dottrine che stendono sulla paura e la inerzia le apparenze del calcolo machiavellico, la venerazione alle vecchie cose, af vecchi uomini,, ai vecchi pregiu-dizii. Dalla vivente generazione non aspetto miglioramento ; prego e Dio mi perdoni prego che i popoli si rimangano come or sono perchè più della servitù temo la libertà recata in don: o l'Italia è morta per sempre, o se, come una voce che ssupera lo sconforto mi grida, i destini futuri grandi più ohe i passati non furono, non possono svilupparsi che in noi e per noli
Quanto a me non temere. La mia è fede religiosa e starà: s'io potessi perderla, l'avrei già perdnta, e s'io l'avessi perduta mi sarei a quest'ora ammazzato; la vica. non ha più per me uè gioia né possibili]à di gioia: non ho più da contendere che per qualche dolore di meno. Non corro ris.ehip rli tsrQvarniì ìuborno seduzioni che mi traviino. Sento bensì il bisogno di non morire qui in Londra e di recare in qualche modo testimonianza per la nostra fede., Senti tu questo bisogno? T'è cara la vita? Credi nei dovere di tentare e ritentare l'azione anche collo sconforto nel cuore? Credi all'obbligo del sacrifìcio tanto più grave, tanto più assoluto quanto più profonda è l'altrui corruttela? Credi che lo spirito della Giovine Italia debba vivere o morire in noi? Rispondimi, ti prego, francamente come usi, su questo perch'io sappia se, occorrendo, posso a te almeno parlare delle cose nostre. E dimmi di più se la via che terrà questa lettera è sicura davvero: credo l'indirizzo ohe