Rassegna storica del Risorgimento

BINI CARLO ; MAZZINI GIUSEPPE
anno <1919>   pagina <508>
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les per 150 franchi, è stato stampato, non pagato. Se il volume ti giunge tra le mani, leggi i cenni biografici del Werner perchè gli ho scritti col ttàrè- e come debito: pagato a un uomo d'ingegno infelice, calunniato, e che, venuto palch'anno più tardi, estender­ebbe torse come pochi c'intendono.
Addio, fratello: segui ad amarrai; tanto pachi mi amano, ed io io non vi-più d'alte che di gualche ricordo, delle passioni soli­tarie, dell'anima mia, e ' n: ig;? àkmore. Credi sempre all'af­fetto del tao
GIUSEPPE.
Il lettore avrà notato quelle parole che il Mazzini scriveva sul principio della sua lettera, 'dichiarando che il Bastogi, conver­tendogli in elemosina il prestito, non lo aveva salvato dalle strettezze che continuavano ad .angustiarlo. ricorderà che noi abbiamo dovuto escludere l'ipotesi del prestiito con malleveria di Enrico Mayer. Ma come spiegare, d'altronde, il fatto che poi jjil Mazzini si ritenne debitore appunto del Mayer? A noi pare, ove non si voglia lasciare nell'ombra un tal piccolo qTiesito che ,si possa renderlo meno ingarbugliato, supponendo che, dopo questa lettera mazziniana, dal Bini senza dubbio comunicata al Mayer, questi fornisse' del suo il rimanente della somma già richiesta dall'esule.
A ogni modo, questi non potè pagare, secondo aveva sperato, dopo tre anni; ma, non avendo mai dimenticato il suo debito, solo dopo la pubblicazione degli Scritti-editi e postumi del Bini avve­nuta (Lugano, Tip. della Svizzera Italiana) nel 1849, tra i quali (pagg. 28:3-266) è Compresa la prima lettera bimana relativa al prestito, da noi ritenuta indirizzata al Biscardi, egli si accorse di doverlo al Mayer; ed è commovente é:Ùi pome propria negli ulti­mi giorni della sua divina esistenza, il 13 febbraio 157-2, egli in vitasse a se', a Pisa, il su generoso amico per rendergli il denaro. (1) Il Linaker scrive che E. Mòysr andò ad abbracciarlo, e non meno commovente riesce al nostro pensiero l'immagine di quei due vecchi sublimi che si abbracciavano avanti di scendere nel sepol­cro, entrambi con un'anima candida e dopo mia vita gloriosamente
(1) La lettera fa trovata fta le catte Mayer (IH A, LtìtìyRHB che la pubblicò nel voi. 1, p. 8tó della sua opera La vita e ticfìtpZ eoe. più veMèvèik;.-, e venne ripnbblieata dal Lazio, . ÉÉ del Btt0 libretto sai MAZZINI;