Rassegna storica del Risorgimento

CANTONI CARLO CARTE; GROPELLO CAIROLI STORIA SEC. XIX
anno <1969>   pagina <170>
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170 Vita dell'Istituto
Il nuovo consiglio direttivo, riunitosi il 18 gennaio, a sensi dell'art 4 dello Statato sociale chiamò a farne parte i consoci: il cons. doti. Ddebranno Ambrosi; il prof. Nicola Badaloni; il gen. Enrico Carlesi; il prof. Francesco Loi; il comm. Dott. Dino Lu getti; Paw. Paolo Sacripanti ed il prof. Mario Tinti.
Molto gradita è stata l'adesione al Comitato di due giovani ed egregi professionisti : l'aw. Massimiliano Dinelli ed il prof. Ippolito Musetti.
1/8 febbraio, su richiesta del Comitato di Bari, una delegazione di questo Comi-: tato, composta dall'aw. Enrico Berti, dal gen. Montesoro, dall'aw. Morando, dal gen. Carlesi, dal rag. Borrani e dell'avv. Dinelli si recò al Castello del Romito, ove, molto gentilmente ricevuta dai congiunti dello scomparso Statista, il barone e la baronessa De Renzis, depose una corona di alloro sulla tomba di Sidney Sonnino e l'aw. Berti lesse il seguente messaggio del prof. Michele Viterbo, presidente del Comitato di Bari.
Il Comitato di Bari dell'Istituto per la Storia del Risorgimento pensa che, nel cinquantenario di Vittorio Veneto, hi figura di Sidney Sonnino debba esser ricordata a lato di quella di Vittorio Emanuele Orlando, la cui tomba è stata per l'occasione onorata dall'omaggio floreale delle scuole di Roma. Pertanto ha stabilito dì pregare il Comitato di Livorno, e per esso il suo degnissimo Presidente aw. Enrico Berti e il suo Con* siglio Direttivo, di volerlo rappresentare nel deporre un fascio di fiori sulla tomba di Sonnino al Romito.
Molto oggi si parla di errori commessi dagli uomini che furono al timone dell'Italia dal 1914 al 1919, anni distruttivi e ad un tempo creativi per l'Europa e per il mondo. Si mettono in ogni evidenza le ombre, che certo non furon poche, ma si tace intanto sulle luci. E cosi non si ricorda il loro grandissimo coraggio civile; non si ricordano le forti virtù di quegli statisti, che guidarono alla vittoria un Paese ancora povero come il nostro e con una formazione unitaria ancora recente, in mezzo alla sconvolgitrice tempesta di quegli anni gloriosi ma terribili.
Alla luce di queste considerazioni non può e non deve esser dimenticato Sidney Sonnino, la cui figura merita forse di esser meglio studiata e conosciuta.
Ma noi del Sud Italia rendiamo anche omaggio al meridionalista convinto e tenace, che col suo presago volume del 1876 fu tra i primissimi a richiamare il nuovo Stato al suo precipuo dovere di render giustizia al Mezzogiorno; a colui che nel suo Ministero del 1906 (con cui, non va dimenticato, l'Estrema Sinistra accettò di salire per la prima volta al governo) presentò anticipatrici proposte per il Sud e per i contadini meridio­nali: anzi fu il solo Presidente del Consiglio tra il 1861 e la prima guerra mondiale a ricordarsi di loro, del loro lavoro e del loro oscuro sacrificio.
Né va dimenticato il suo grande rispetto per le tradizioni religiose del popolo italiano, come dimostrò nel suo celebre discorso alla Camera del 1908, quando solidarizzò eoi Giolitii, di cui fu costante ed onesto oppositore, nel respingere il tentativo di abo­lire nelle scuole l'insegnamento religioso, cioè di predicarvi l'ateismo.
Sia dunque ricordato con l'onore che gli è dovuto quest'uomo severo e silenzioso, al di fuori degli inevitabili dissensi politici. Possa l'Italia avere molti cittadini come lui. capaci di interpretare nei vari campi, con gli stadi profondi e senza retorica, le effettive esigenze del Paese, e di difendere ì supremi interessi con la dirittura morale che lo fece giustamente raffrontare a Bettino Ricasoli. Il grande sindacalista francese George Sorel chiama Sonnino uomo di ferro , e ai suoi tempi il Ricasoli fu appunto chiamato come si sa, il barone di ferro . Gli errori di Sonnino, su cui tanto si insiste, vanno guardati, e anche spiegati, attraverso le enormi difficoltà degli anni durissimi in cui diresse la nostra politica estera. Shakespeare fa dire a un suo personaggio: gli errori degli uomini si scrivono sul bronzo e le loro virtù ai scrivono sull'acqua . Ora sarebbe veramente strano se noi Italiani ripagassimo a questa stregua Sidney Sonnino.
E poiché, secondo gli storici, Vittorio Veneto chiude o corona il nostro ciclo ri­sorgimentale, salga riverente il nostro pensiero nel deporre fiori sulla sua tomba solitaria e dimenticata non solo agli nomini che quella vittoria propiziarono, ma a tutti i soldati, illustri od umili e ignoti, che la meritarono. Tutti loro operarono nel