Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI MILANO 1906-1909; JACINI STEFANO JUNIOR; MODERNISMO; <
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1969
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Fausto Forisi
dei promotori della rivista. Significativa e interessarne mi sembra, al riguardo, la lettera che il 26 ottobre 1906 egli indirizzava al Casali:
Credo utile dirti clic vengo ora da Semeria, i) dove fui por troppo! j con Gallavresi.2) Dico purtroppo perché non si parlò quasi affatto della rivista, e molto invece della petizione pro-Gazzola.:,) sulla quale, nel viaggio Milano-Genova, ero stato informato più che a sufficienza. Trovammo P. Semeria di buona cera, di buonissimo umore. Mi diede un rendez-vous, da solo a solo, per domani al tocco. Alle 3 partirà per Milano, dove si fermerà domani sera. Preferirei che tu potessi assistere al suo colloquio con Tom Scotti, che porrà le basi della rivista dal punto di vista della attitudine religiosa. Semeria credo abbia in proposito delle idee più battagliere di quelle che più volte ti ho sentito esprimere. Io gli ho però fatto osservare l'inopportunità di dar subito alla rivista un atteggiamento gladiatorio, e di questo sarebbe convinto; ad ogni modo
i) Già in una lettera datata Genova, luglio 1906 Jacini aveva scritto alla madre di un suo incontro con Semeria (A. J., cari. 1A, fase. 39).
2) Giuseppe Gallavresi, storico delle correnti più moderate e cattolico-liberali del Risorgimento piemontese e lombardo, svolse in genere, presso i suoi giovani amici, un'azione frenante e moderatrice. Allora era però tutto fuoco in favore del padre Gazzola. In una lettera non datata, ma del settembre 1906, Jacini scriveva a Casati: B. Gallavresi, scrivendomi giorni sono, parlava, a proposito di Gazzola, di impeti di ribellione in lui! e mi invitava a strìngermi a lui per reprimerli insieme! Ma io non reprimo niente!! (A. C., foto in A. J., cart. HI, fase. 4).
a) Gallavresi si era molto impegnato nella raccolta di firme per una petizione all'arcivescovo Ferrari affinché il padre Pietro Gazzola conservasse la prevostura di S. Alessandro. Aveva scritto perciò a Sabina Parravicino per ottenere l'autorevole firma del padre di lei, generale Genova di Rcvel, già il 22 settembre 1906 e, in questi termini, il 27 settembre : Occorre che l'iniziativa parta da persone non troppo compromesse nel movimento ora perseguitato sotto colore di modernismo e di autonomia. Lo stesso Tommasino, ebe ieri vidi, convenne ebe egli, facendosi innanzi, guasterebbe. E come lui altri, pnr meno accesi (Alfieri, Casati etc.J, si terranno in disparte, lo vagheggerei come firmatari i parrocchiani Gilberto Borromeo, Trivulzio, Castiglioni, Brivio, e anche molto popolo devoto al suo parroco; con questi Gori. Greppi, Gnecchi, Pestalozza, ecc.. Ma la Parravicino era d'accordo con mons. Bono-melli nel deplorare alcune intemperanze del Gazzola e l'appoggio di questi alla rivista in preparazione, ed era nettamente contraria alla petizione, che giudicava controproducente. Il 18 novembre avrebbe scritto infatti al vescovo di Cremona: Non credo che Roma vorrà sostenere P. Gazzola, per quanto si ria lavorato all'uopo. La petizione è l'ultimo passo falso di questo malaugurato affare. L'arcivescovo no sarà fruisse ed indisposto; me lo disse. Ma come ottenere che non presentino? Ab quegli intellettuali! * ; e il 5 dicembre: Se quei benedetti intellettuali mi avessero ascoltato e non avessero presentata la petizione, credo che col tempo si poteva ancora aggiustare Io cosa direttamente col cardinale. Ma dopo quell'atto non credo che questi cederà, ne gli converrebbe, perché sarebbe adottare un precedente disastroso > (CABLO MASCARA, ÌM rinuncia alia pravostura di S. A lassali dro di Milano fatta dal P. Gazzola, in Memorie storiche della diocesi di Milano, 1963, pp. 26-32).
In una lettera senza data a Casati (fotografia nel fascicolo non numerino della cartella H1 dell'Archivio di Casalbuttono) Jacini riferisco una conversazione con Gazzola e si dichiara pronto a firmare un eventuale petizione al cardinale.