Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI MILANO 1906-1909; JACINI STEFANO JUNIOR; MODERNISMO; <
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1969
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Fausto Forai
zione che nel grappo a lui era imposta dalla giovane età, tenne molto spesso i rapporti con gli amici genovesi, *) cioè con Semeria e Federici, e quelli, a volte molto difficili, con monsignor BonomelB (con il quale Gal-larati Scotti corrispondeva ad altro livello, ma certo con minore confidenza). Fuori d'Italia Jacini ebbe soprattutto una fruttuosa corrispondenza con i tedeschi Eucken, Vossler e Troeltsch, con i quali più volte si incontrò, procurando alla rivista amicizie, appoggi, elogi e collaborazioni preziosissime; in Francia vide Houiin, Laberthonnière, Le Roy, Klein; nella fase finale della rivista d'importanza centrale sarebbero stati i suoi legami con Friedrich Von Hiigel.
Circa i contatti con i <c genovesi già si è detto qualcosa per ciò che riguarda la fase di preparazione della rivista; vedremo più tardi l'atteggiamento prudente di Mattia Federicia) e quello entusiasta e battagliero di Giovanni Semeria al momento della prima crisi del Rinnovamento nell'autunno del 1907.
Di maggiore importanza senza dubbio, per le sorti della rivista, i suoi rapporti con Geremia Bonomelli. La famiglia Jacini già dal tempo del vecchio Stefano aveva intrattenuto cordialissime relazioni col vescovo di Cremona. Pur risiedendo generalmente a Milano, gli Jacini soggiornavano spesso a Casalbuttano, e il giovane Jacini aveva imparato fin dall'infanzia a guardare con grande stima e venerazione al vescovo che aveva protetto la corrente cattolico-liberale e transigente , incoraggiando e comprendendo soprattutto la gioventù studiosa, facendosi sostenitore d'italianità e di principi di libertà nello Stato e nella Chiesa. Tali vincoli personali e familiari indussero quasi naturalmente Stefano Jacini junior a farsi più volte intermediario fra il gruppo del Rinnovamento e il vescovo cremonese, soprattutto quando difficili e aspri divennero i rapporti fra Bonomelli e Gali arati Scotti, e dopo che questi lasciò la rivista.
Sull'atteggiamento di Bonomelli nei confronti del Rinnovamento e dei giovani riformisti abbiamo interessanti notizie in un volume di Carlo
aero generalmente limitarsi al piano tecnico (finanziario, amministrativo, tipografico, commerciale, pubblicitario...); certo è che Jacini laceva capo generalmente al Casati.
l) Jacini (nato nel 1886), più giovane di Gallaratì Scotti (del 1878) e di Casati (del 1881), studiava allora ; .'Giurisprudenza in quella stessa Facoltà dell'Università genovese, che già aveva accolto i due amici più anziani e alla quale erano in quel momento iscritti anche Soragna e Andrea Conti.
4). L'orotoriano Mattia Federici, collaboratore delle riviste di Mlnoecln e di BooTuiinti, e molto legato ai perugini , n Fracassmi e a Piastrelli, doveva godere soprattutto la stima e l'ammirazione di Casati, come risulta da più documenti. Così da una lettera di Cattati a Jacini, probabilmente del giugno 1907: Ricevo ora une lettera di Federici, dove mi parla con grande amore di voi. Andate a trovarlo. Cosi respirerete un po' d'aria buona, in anticipo della montagna, anzi in KOHUÌMZÌOIIC. (...) Abbracciami Antonio e Andrea . (A. J., cari. H 1, fase. 4, n. 50).
Sulla Rassegna Nazionale del 1 novembre 1903 era apparso un suo artìcolo anonimo su Leone Xllt e la critica biblica*