Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI MILANO 1906-1909; JACINI STEFANO JUNIOR; MODERNISMO; <
anno
<
1969
>
pagina
<
190
>
190
Fausto Fona.
poi alla stessa condanna del periodico.t! Il carteggio allora intercorso fra i promotori della rivista milanese contiene molti severi giudizi sol vescovo di Cremona, e Io stesso Jacini. che tanto stimava il Bonomelli e tanto gli era affezionato, doveva finir eolTanimettere : ce Da quell'uomo non può aspettarsi altro. Egli è un vero pozzo di scienza e una mente larghissima, ma il carattere gli manca. Buono, ma oscillante sempre , pur aggiungendo, in risposta al Gallarali Scotti: -) È molto probabile, come tu dici, che ci abbia fatto del danno. Ma è certo che le sue intenzioni sono purissime .3* Quando, nel novembre 1906, i promotori del Rinnovamento avevano saputo che dal Bonomelli era stata inviata una denuncia al card. Ferrari, di fronte alla sorpresa e all'indignazione di Gallarati Scotti, cosi aveva reagito il giovane Jacini:
La tua lettera è arrivata due ore troppo tardi; due ore fa ero da Bonomelli, e, dopo la lunga e intima conversazione che ebbi con lui, non so se avrò ancora opportunità di ritornare sull'argomento. Il fenomeno è spaventoso davvero; ma per me, che conosco da vicino l'uomo e l'ambiente, non è affatto strano. Non si tratta, purtroppo, di transigentismo o di antitransigentismo. Si tratta di fenomeni di ingenuità infantile, aggravati da una senilità incipiente. Ha parlato anche a me delle persone degne di fede; si è mostrato spiacente dell'errore, animato da ottime intenzioni verso la rivista. Mi ha fatto molte altre confidenze importanti, che ho scritto diffusamente a Casati un momento fa.
A proposito di P. Gazzola, hai sentito le noveUae bonomellìtme? Che sorpresa, e che rivelazione! (A. C, foto in A. J., cart. H1, fase 5).
Va notato che il 27 febbraio 1909 lo stesso Gazzola avrebbe scritto a Jacini: Mons. Bonomelli mi vuole molto bene; ma io sto nascosto il più possibile e procuro farmi dimenticare. L'essere benvisi dal vescovo di Cremona non è una raccomandazione (A. J., cart. HI, fase. 6).
1) Pio X, il 29 maggio 1907, dopo aver deplorato l'azione dei cattivi consiglieri dei poveri giovani del Rinnovamento, cosi avrebbe scritto al card. Ferrari: Godo anche che Mons. B. abbia riconosciuto la sua troppo buona fede nell'avere accarezzati nel principio questi giovani, che corrono ormai al precipizio. Voglia il Signore, che ai fermino in tempo e rinsaviscano! {SAN PIO X, Lettere, raccolte da Nano VtAN, Roma, 1954, p. 331). Ma al Fogazzaro, che perorava la causa del Rinnovamentot Bonomelli dava assicurazioni di simpatia per l'opera dei giovani milanesi (cfr. la citata Corrispondenza Fogazznro-ìianomelli,.., alle pp. 94-97 e 230-231).
2) Gallarati Scoiti, che dal novembre del 1906 al novembre del 1907 ebbe un franco e intenso carteggio con Bonomelli, lamentando apertamente che questi si fosse trasformato in persecutore (cfr. C. BELLO, op. ciL, pp. 216-218), aveva scritto all'amico Stefano: Sono dolente dell'incredibile conclusione delle incertezze di Bonomelli a tuo riguardo. È un uomo indebolito nella volontà o che, senza saperlo, ci ha fatto del danno, come mi diceva oggi una persona bene informate Egli è uno degli inconsci ma principali autori della condanna che ci sta sul capo (lettera delffi novembre 1907, in A. J-, art, HI, fase. 4, n. 39). Nei mesi seguenti più volte Bonomelli scriverà a Fogazzaro di non comprendere il prolungato silenzio di Tommasino (Corrispondenza..., pp. 235-236, 239 e 242).
B) Lettera di Jacini n Gallarati Scotti da CosaUrattano, del 10 novembre 1907, in BIBLIOTECA AMBROSIANA. MILANO, Carie Gallarati Scotti, serie 111, Carteggio, cart, lì, fase, Stefano Jacini >.