Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI MILANO 1906-1909; JACINI STEFANO JUNIOR; MODERNISMO; <
anno <1969>   pagina <191>
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Stefano Jacini jr, faali Rinnovamento 191
Se avessi saputo che i nomi ti potevano interessare, li avrei chiesti. Ma le no­tizie di Roma mi interessavano, pel momento di più, e non ho pensato d'insi stero su di un argomento che sembrava riuscirgli penoso.
L'importante è di costatare che in Bonomclli la denuncia è stata un fatto involontario e senza conseguenze, e che è ancora un uomo che ci potrà essere utile, tanto per sapere notizie quanto per servirci, in certi casi, da portavoce, o, magari, da paravento (...).
Sono, personalmente, pieno di fede e d'ardore, e penso francamente che nessuna persona, più o meno degna di fede, possa impedirci di battere la nostra via.
Se lo stimassi assolutamente necessario, potrei pregare BonomeHi di scri­vere a Ferrari smentendo la prima lettera. Ma, prima di tutto non so se riu­scirei nell'intento, poi Ferrari sa già benissimo ò quoi s'en tenir, e infine sarebbe cosa forse più facilmente ottenibile da te, per iscritto, che da me a voce. Senza contare che il cardinale potrebbe avere dei sospetti, e ciò pregiudicherebbe an­che l'avvenire. Da tutto questo emerge la necessità di tenere molto calma la intonazione del primo numero, per quietare gli animi ansiosi degli amici) che ci aspettano al varco. E Semeria, che se ne intende, è pure di questo avviso . *)
Jacini, anche dopo gli avvenimenti penosi del 1907, continua a fre­quentare Bononielli ~* e scrive ancora a Casati: Non ti ho detto che BonomeHi legge II Rinnovamento meglio di noi due e che è entusiasta del commento di Loisy. Povero Bonomelli, com'era buono e caro, ieri sera! , 3> ma è ben consapevole della distanza che separa Bonomelli dal Rinnova­mento e dal modernismo. Protesta perciò vivacemente quando lo Zdzie-chowski gli scrive auspicando il trionfo, ad opera del modernismo, dello spirito bonomeUiano, cosicché lo scrittore polacco è costretto a precisare il suo giudizio:
Quant'à Bonomelli je comprends parfaitement que, cornine penseur, il n'a rien de commini avec les modernistes. Mais il m'a parie avec adiniration des Essuis de philosophie religieuse de Laberthonnière; c'est lui qui m'a engagé à lire UEvongUe et VEglise de Loisy, et il m'a donne lui méme ce livre, puisqu'il était déjà épuisé; en un mot: malgré son tour d'esprit scolastique et inteUectua-liste, il ! fan premi que la théologie scolastique ce n'est pas l'Eglise tonte entière
i). Lettera di Jacini a Galhirati Sentii, da Casalbuttano, del 17 novembre 1906 (e non 1907), ivi,
2) 11 14 agosto 1908 scriveva a Casati: L'altro giorno abbiamo avuto qui mone. Bonomelli, e bo parlato lungamente con lui. Era desolato di aver sottoscritto, senza leggerla, diceva, la pastorale dei vescovi lombardi, avendo ricevuto una lettera indi­gnata del Fogazzaro. E cercava medicare quella sua negligenza collo scrivere una specie di lettera-protesta al card. Ferraci, e col pregar questo di confortare l'animo buona del povero senatore. iGlite: pastìccio! Del Rinnovamento è più clic mai entnsia sta; s'Intende che, se si presenterà l'occasione di ricondannarlo, lo ricondannerà come gli altri . (A. C, foto in A. j., ari. M1, fase. 5). Cfr. Corrispondenza Fogazzaro-Bono* métti..... pp. 108-109, ma anche pp. 233*234,
8) Li A. C, foto in A. J.. arL HI, fase. La lettera .sema dota; certamente non e del 1910; probabilmente è del 1909 parelio sembra riferirsi al commento dì Von finge! all'opera di Loisy sui Smottici, che apparve sul Rinnovamento fra il 1908 e 4 1909.