Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI MILANO 1906-1909; JACINI STEFANO JUNIOR; MODERNISMO; <
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1969
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Fausto Ponzi
et a cct esprit de charité, qui lui perniet de (...) sympathiquenicnt dea e fforts et des doctrincB qui ne soni pas les sicnnes. Et c'est cela qui le rapproehe de l'esprit non de la philosophje moderniste. Et voilà ce que je voulais dire en ceri-vant dans ma lettre dernièxe que Tinflaence du modernisme sur l'Eglise se résa* mera probablemcnt dans la victoire de l'esprit bonomellien au sein du catho-licisme officiel.l)
Del fatto che Bonomelli fosse alieno non soltanto da eresie moderni-sLtche, ma da ogni forma di ribellione, Jacini avrebbe avuto del resto una nuova diretta conferma nell'anno seguente, quando il vescovo gli avrebbe scritto: ce Non sarà mai che io abbia nemmeno V'apparenza d'una opposizione al S. Padre. Voglio l'onesta libertà cristiana di pensiero e di azione, ma non mai, mai, mai l'ombra di resistenza o biasimo 2)
Del resto da ogni idea di ribellione era ormai lontano a quel tempo anche Jacini, e perciò quello stesso Bonomelli, che nel 1907 aveva impedito al giovane conte di parlare a Cremona, ora avrebbe insistito perché vi tenesse una conferenza.3) Jacini era destinato a impegnarsi sempre più nell'opera bonomelliana di assistenza agli emigrati, e a rimanere accanto al vecchio vescovo fino ad assistere commosso alla sua morte. *)
Come già si è detto, per quanto riguarda poi i rapporti con gli stranieri, lo Jacini si dedicò soprattutto alla Germania e assicurò alla rivista delle cordialissime relazioni con alcune personalità notevoli di quella nazione.
Mi sembra utile e interessante fermare l'attenzione su questi rapporti perché ben poco sappiamo circa le relazioni fra il mondo religioso-culturale tedesco e quello italiano. Del resto, anche se le tendenze cattolico-liberali tedesche o quelle del Reformkatholicismus non furono del tutto insensibili a quanto si pensava o si faceva nei paesi latini,5) che a loro volta subirono senza dubbio l'influsso di scrittori germanici, è stato più volte notato un sostanziale isolamento della Germania cattolica, che scarsissimi rapporti ebbe con i paesi di Occidente e in particolare con le correnti religioso-culturali della Francia o dell'Italia. Anche recentemente Émile Poulat ha osservato 0)
i) Lettera di Zdziechowski dell*l 1 gennaio 1910, in A. J,, cari. H1, fase 7, n. 4.
2) Lettera di Bonomelli a Jacini del 18 maggio 1911, in A. J.. cart. H2, fase. 8.
8) Accettando l'invito a tenere la conferenza a Cremona, Jucini, in una lettera senza data, ma certamente del marzo 1910, scriveva a Casati: Questa volta non posso dire di no, Bonomelli insìste troppo (A. C, foto allegata al documento 15 del (fascicolo 7 della cartella H1 dell'Archivio Jacini).
*) Gir. H biglietto di Jacini a Casati da Ni pò line, 2 agosto 1914, in A. C, foto in A. J. cari. H2, fase 11.
) Lo RtCHfto Jacini faceva rilavare la grande diffusione degli scritti di Fogazzaro in Germania e l'interesse suscitato dal Rinnovamento, al quale avevano dedicato degli articoli molti fra i pia importanti periodici tedeschi (efr. // Rinnovamento, a. IT, fase. Ili, 1908, p. 558).
*) ÉMILK POULAT, Mutai re. dogate et critiqu dans la crUe modernista, Tournai. 1962, p. 17.