Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI MILANO 1906-1909; JACINI STEFANO JUNIOR; MODERNISMO; <
anno <1969>   pagina <193>
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Stefana Jacini jr. e a II Rinnovamento 193
che la Germania rimase in realtà estranea alla vera crisi modernista, che si manifestò invece in Francia, in Inghilterra e in Italia. Mentre intense furono le relazioni fra modernisti e modernizzanti di attesti tre paesi, la Germania ebbe problemi diversi: pochi furono i rapporti intellettuali e le relazioni personali degli studiosi tedeschi con quelli francesi e ancor più rari i contatti con inglesi o italiani.
Perciò acquista particolare importanza, a mio parere, l'opera svolta da Jacini per diffondere in Germania la conoscenza della cultura cattolica riformista italiana e per assimilare e comunicare ai suoi compatrioti i mi­gliori frutti del riformismo cattolico tedesco come del pensiero religioso-filosofico luterano. Vero è che forse proprio il caso di Jacini, che finì per volgersi con vivo interesse verso il mondo protestante o addirittura verso l'opera di filosofi e storici non cristiani, porrebbe dare una nuova conferma ai giudizi circa la povertà, dal punto di vista religioso-cultiurale, della Ger­mania cattolica, che anche al giovanissimo studioso italiano apparve ben poco dotata di notevoli personalità e di motivi nuovi e interessanti.
Verso la Germania Jacini era portato anzitutto dalle tradizioni fami­liari, confermate in seguito alle missioni diplomatiche svolle dal padre in quel paese, ma egli si mosse principalmente sulla scia di un Bonomelli o di un Fogazzaro, cioè partendo dallo studio delle correnti e delle manifesta­zioni del cattolicesimo liberale tedesco. Ammirò quindi lo storico Franz Xavier Kraus 1 e il teologo Hermann Schell, -' nemici dell'u 11ramontanismo e fau­tori di un cattolicesimo e religioso , alieno da politicismi e da vane este­riorità, e venne in contatto con Karl Muth, direttore della rivista Hochland, 8)
i) II Kraus, l'abate Dane di Fogazzaro, era molto amico di Bonomelli e del grappo della Rassegna Nazionale, alla quale aveva collaborato soprattutto con infor­mazioni sulla Germania religiosa.
2) Bonomelli incontrò Schell, secondo il desiderio di Otto Budolphi, il 25 luglio 1905 a Karlabad (eh*. C. BELLO, op. cri., p. 230). Quanto mi sarebbe piaciuto assistere al suo colloquio con Schell scriveva Fogazzaro al vescovo il 31 luglio e quanto mi piacerà udirne dalla Sua bacca (A. FOGAZZARO, Lettere scelte..., p. 555). Cfr. ora, anche per la difesa bonomeUiana dell'ortodossia di Schell, la Corrispondenza Fogazzaro-Bonomelli..., pp. 210-211 e 232.
s) Il 15 agosto 1906 Fogazzaro aveva scrino a Karl Muth, suo editore ed amico: Vous aurez la visite d'un jeune geniillmiumc milanais, M. le conile Casati, apparto-nani à une grande funi ili e et très distingue ausai par l'intelligence que par la no-blesse de carattere. Il VOUB dira liiì-mème l'objet de sa visite. Je me home à vous le n'eommander tres chaleureusemenl ! ; e il 17 agosto : Je m'cmprcbse de vous avertir qii'il y a du riotivc.au n rogarti à la Rassegna Nazionale. Il faut que vous voyez d'abord le comic Casati doni le voyage a un but qui vous interesserà beaucoup (A, FOGAZZARO, op. eh., pp. 589-590). Fogazzaro alludeva alle trattative fra i milanesi e il Da Passano (cfr. 0. CONFESSORE, op. cit.t pp. 328-337) e ai progetti per una nuova o rinnovata rivista.. Jacini ora compugno di Casati nel viaggio in Germania.
A indicare la duratura solidità di certi legami alloro stretti da Jacini nella fedeltà comune allo causa della libertà cristiana, voglio citare una lotterà inviata A Gallarati Scotti, da Erba, il 19 ottobre 1939. In essa Jacini raccomandava all'amico di aiutare il Muth gravemente malato e desideroso di ricevere l'epistolario fo gazza nano