Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI MILANO 1906-1909; JACINI STEFANO JUNIOR; MODERNISMO; <
anno <1969>   pagina <199>
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Stefano J acini jr. tfl Rinnovamento 199
quello di a. libero per eccellenza. La vera tradizione sta per lui nel pro­gresso e il suo non celato liberalismo si traduce anche in una grande fiducia nel laicato cristiano, ma in particolare negli studiosi, e negli apporti positivi che possono venire allo Chiesa dal mondo protestante. Infatti non è buona cosa secondo Schell scorgere nel Protestantesimo il semplice progressivo maturare della degenerazione colpevole e invitare quindi i buoni cattolici a star lontani da un falso edificio che dovrebbe andar presto in rovina. Ogni degenerazione egli afferma trae seco, al contrario, spiriti eletti ed alti ideali; bisogna liberare questi ideali e queste menti prigioniere di un falso sistema e renderle positivamente efficaci e attive. Non giova perciò trarre sempre ad absurdum le dottrine avversarie quasiché dei culti diversi dal nostro non esistessero che gli eccessi e le aberrazioni; anche da noi, purtroppo, ne esistono tante, e gli altri lo sarme! Franchezza, umiltà, desiderio di purificar la vita religiosa (...) ecco ciò che trarrà a noi i nostri nemici . *)
Il motivo ecumenico si lega quindi al riformismo nel pensiero di Schell, e in quello di Jacini, Dal mondo protestante, e in particolare dagli ambienti luterani tedeschi, possono venire alla Chiesa cattolica energie positiva­mente efficaci ed attive per un rinnovamento profondo, per un vero progresso religioso e culturale. Perciò Jacini, sulle orme dello Schell, pur avendo qualche fiducia nel V olksverein -' e negli universitari cattolici,s' fonda soprattutto le sue speranze, per uno sviluppo progressivo del mondo cattolico tedesco, sulle positive conseguenze di uno stimolante rapporto con la cultura e la religiosità protestante.
Ma, prima di esaminare le relazioni che Jacini verrà stabilendo col mondo protestante tedesco, è opportuno fermare ancora un momento l'atten­zione sulla personalità di Hermann Schell e sull'influenza esercitata dal suo pensiero e dal suo esempio sul giovane milanese.
Dalle testimonianze a noi giunte ( Nulla gli premeva come d'insistere sul valore della personalità. Era nemico d'ogni compressione, d'ogni auto­ritarismo. Lasciava ai suoi discepoli la più grande libertà di sviluppo. L'ozio intellettuale del clero gli dava grande fastidio: aveva in odio i così detti, preti da messa ...)*> Schell appare veramente come uno dei maestri
**M Pl>. 170, 182 e 181.
2) Cima ffnffaenza di Kraus, Schell, Merlile e Muih sul Volksvereìn rfr. Il movìtnetiio cutiolìro-xocUde in Germania nel XJX secolo e ili Volksvereìn (trad,. It*. Soma 1967} di EMÙ. JRITTEH, che noia però ancha In costante preoccupazione dei dirfc genti di non compromettere l'opera in polemiche dottrinali.
8) Le università erano in Germania oggetto di frequenti Gridone e attacchi da parte dei seminari come cenni di cnltnra troppo aperti e liberali, troppo inclini a pericolosi rapporti interconfessionali.
4} Dal riassunto del citato articolo di Moller a Sciteli inviato da Casati a jacini con lettera del 26 settembre 1906 (A. C. foto in A. J cari. HI, fase. 4, n. 33). Cu*. E. HocEOBZ, Histoire de la théologie mi XIX" stènte, voi. UT, Bruxelles, pp. 172J79 e 310-311.