Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI MILANO 1906-1909; JACINI STEFANO JUNIOR; MODERNISMO; <
anno <1969>   pagina <201>
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Stefano Jacini jr. e 7/ Rinnovamento 201
da non so quale amor proprio ano-germanico, che ha insomma radice nelle più intime fibre del nostro orgoglio di razza ) e con il Gunkel vede nella storia la soluzione del problema:
Lasciamo che la critica ponga ogni testo, ogni fatto, ogni personaggio, nella cornice storica che gli compete, e vedremo sparire la meraviglia per tatto quanto v'ha nella Bibbia di fantastico, di assurdo, di immorale, e sorgere al contrario una grande ammirazione.1)
a Se è necessario afferma Jacini a proposito del Nuovo Testamento che ogni epoca entri in familiarità colla figura di Cristo, l'epoca nostra non può che avvicinargiisi su quella base storica che, al dire dell'Eucken, costi­tuisce la forma odierna dell'umano pensiero .2)
Ma, se non nega certo il suo consenso al Gunkel, in altri saggi dello stesso volume Jacini riconosce i segni di un chiuso sciovinismo religioso, culturale e politico.
Cosi nelle pagine del Deissmann, che esalta Lutero e un altro grande tedesco, Bismarck , facendo nascere l'interrogativo se la concezione ec-clesiastica protestante, cosi commista di concetti statolatri e di indipenden­tismo, non limiti in molti casi la libertà più che il concetto cattolico di autorità . *)
Cosi nell'articolo del Meyer, che tratta di Cristianesimo e Germani a con soverchie preoccupazioni nazionali e unilaterali , confondendo la forma e l'espressione religiosa colla base profonda della religione, la quale nota Jacini , per sua natura, non può sottostare a limitazioni etniche . Di fronte al risorgere del motivo e Laico-religioso del Los von Rom Jacini auspica uno studio sereno per sapere <c più precisamente come l'invadenza imperialista della Chiesa cattolica medioevale, erede naturale dell'impero romano, risorga a quando a quando sotto forma d'ingerenza oltramontana, e si urti dall'altra parte contro l'intolleranza pastorale ed i pregiudizi nazio­nalistici: e come le colpe vecchie e nuove, acuite da un orgoglio indomabile di razza, si paghino con tale animosità da invadere anche gli jmimj migliori, ritardando indefinitamente l'unione delle Chiese . *)
Ai pregiudizi razziali si legano quindi i pregiudizi religiosi anticatto­lici, che sono soprattutto evidenti nel saggio del Dorner e ancor più in quello
i) ivi, p. in,
2) Ivi, p. 772.
a) Ivi, p. 772.
*) Ivi, pp. 773-774. Va qui notato come In critica del giovano lombardo, nipote dell'* tintironiutio > Jaciui, al mmotuù'mna razzista tedesco non si UBBociasae, come poi nella polemica del romano Buonaiuti contro il Troeltsch, ad una certa esalta* zione della romanità (cfc E. BUONAIUTI, Pellegrino di Roma, La generazione dell'esodo, a cara di MARIO NICCOLI, Bari, 1964. pp. 185438), ma piuttosto ad nna severa con­danna della tradizione imperialistica romana.