Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI MILANO 1906-1909; JACINI STEFANO JUNIOR; MODERNISMO; <
anno <1969>   pagina <221>
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Stefano .Incùti yfté a II Rinnovamento 221
rare che, a meno forse di una scomunica formale, io non intendo per ora bat­tere questa via. Anzi, intellettualmente, non la posso nemmeno prevedere, né vicina né lontana. È mio desiderio rimaner con voi: ecco mito, per il momento. Quanto poi alla questione obbiettiva, essa si presenta realmente molto grave. Mi pare che voi, direttori, in un caso di scomunica avreste realmente il dovere di interpellare quelli che in qualche modo vi sono stati al fianco finora, pur riservandovi l'ultima parola. non so quale sarebbe in tal caso il parere della maggioranza. Intendiamoci bene: non è questione di idee, ma di tattica. Affermazioni se ne sono fatte abbastanza, anche troppe; studio in­vece, a mio parere, assai meno del bisogno. Potrebbe dunque essere indicato di troncare bruscamente, senza commenti la affermazione, rappresentata dalla rivista, e darsi tutti, per qualche tempo, allo studio, rappresentato dai volumi. Sarebbe una lezione al pubblico, e ai governanti. Non sarebbe, certo, in nessun caso, un segno di paura; e sarebbe, soprattutto, un gesto cattolico cptand Meme. Questa è la mia personale opinione, ch'io direi se fossi interpel­lato, da voi s'intende, non da altri. Capisco tutta la gravità delle obbiezioni, soprattutto dal punto di vista della solidarietà internazionale; ma una rivista come il Rinnovamento, nella posizione in cui si trova oggi, ha il diritto di pren­der l'atteggiamento che le sembra migliore, senza esser rimorchiata né para­lizzala da riguardi esteriori . l>
Simili preoccupazioni e analoghe tendenze manifesta Gallarati Scotti nella lettera che gl'indirizza il giorno successivo:
Sono dolente dell'incredibile conclusione delle incertezze di Bonomelli a tuo riguardo. E un uomo indebolito nella volontà e che, senza saperlo, ci ha fatto del danno, come mi diceva oggi una persona bene informata. Egli è uno degli inconsci ma principali autori della condanna che ci sta sul capo. Perché devi sapere che don Achille Ratti è venuto ieri sera ad annunciarmi che l'arci­vescovo con suo gran dolore si sentiva costretto a precedere Roma con la proi­bizione del Rinnovamento in diocesi. L'Indice segua.2)
Io non li nascondo le mie preoccupazioni. Il semplicismo di Alfieri non risponde affatto al mio stato d'animo. Non che sia più vicino di lui a una dedi­zione a Roma. Ma mi vado domandando di che natura dev'essere la nostra resi­stenza per rimanere efficace. Non certo di quella che dettava l'intervista del Cor­riere, che mi è parsa uno dei passi più radicalmente sbagliati che si potessero commettere. Però tieni queste cose per te. Esse ti persuadano solo che io non risolvo i problemi gravissimi che ci si presentano in questo momento con quella sicurezza che non può dare agli altri garanzia di serietà. E stai pure certo che, qualunque siano le decisioni che prenderai per seguire le voci più profonde
*) Canal bri ti .ino, 7 novembre (1907), in A, C, foto in A. J., cart. HI, fase. 4, n. 37. Per la mancata conferenza di Cremona cfr. anche In lettera di Janni a Bonomelli, dia Cafialbiittano, dcll'8 novembre 1907, in Bini.. AMBROSIANA, Carte Bonomelli, 1907, n. 444.
2) Il 10 novembre il Rotti avrebbe comunicato al card. Ferrari l'esito dei suoi colloqui con.; Tot umani no Scotìi, che si sarebbe impegnino ad influire sugli amici, e non per1 la' Sospensione del periodico, almeno per una sostanziale modifica i e Ir. M. TOIIRESI!*. op. cit pp. 69-70).