Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI MILANO 1906-1909; JACINI STEFANO JUNIOR; MODERNISMO; <
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1969
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Fausto Fonzi
della tua coscienza, non troverai nessun migliore interprete di me. Intanto però lavora con serenità e con {errore . l)
La risposta di Jacini appare serena e quasi ottimista, per due ragioni: perché Bonomelli ha ripreso l'atteggiamento benevola e incoraggiante, ma soprattutto perché Jacini ha trovato nella lettera di Gallarati l'eco di un atteggiamento simile al suo; nella crisi della rivista egli non si sente più isolato. Così, scrive:
Ieri vidi Bonomelli. Che strano nomo! Era ratto animato, tutto entusiasta, e indignato contro Roma. Mi disse che la tua lettera era nelle mani del Papa, che la mia conferenza si terrebbe presto, " un giorno o l'altro *. Mi fece capire, senza dirlo, che la continuazione del Rinnovamento gli sorriderebbe. Aveva letto allora la " controenciclica " e ne ammirava l'intrinseco valore. Insomma era un altro. È molto probabile, come tu dici, che ci abbia fatto del danno. Ma è certo che le sue intenzioni sono purissime. Molto male lo fa il suo entourage, che manca di sincerità, assolutamente.
Sono lieto di vedere come ci incontriamo in molti apprezzamenti. Mi accordo con te soprattutto in un punto. Non si tratta di discutere sulla sottomissione, ma intorno alla forma di resistenza più efficace. Io mi vado domandando in questi giorni se, dopo FIndice, la forma rivista sia realmente la migliore. Possiamo noi ammettere che tutte le riviste cessate o cessanti, dagli Studi Religiosi agli Annales de pkilosophie chrétienne, rappresentino altrettante vittorie del Vaticano, altrettante dedizioni da parte dei direttori? Non credo. Credo piuttosto che tutti costoro, vista l'impossibilità, o almeno l'enorme difficoltà pratica di continuare, abbiano scelto, o stiano scegliendo, una forma di resistenza più efficace e meno pericolosa. Si tratta, nel nostro caso, di vagliare questo loro ragionamento. Ad ogni modo ti dichiaro ch'io mi sento molto vicino a te come stato d'animo, più vicino forse che non a Soragna od a Casati; e che quindi, a meno che difficoltà insormontabili d'ordine personale non me lo vietino, conto seguire la tua via, anche per un senso profondo di solidarietà. Bisogna però rimanere, per quanto si può, al di fuori di tutte le influenze, per quanto amichevoli e care. Bisogna giudicare ponendosi di fronte alla propria coscienza ed alla realtà dei fatti, senza lasciarsi trascinare dalla bellezza di un gesto, né
i). Lettera datata: 8 novembre 1907, in A. J., cart. HI, fase 4, n. 39. Con questa si dev'essere incrociata una lettera di Jacini, datata: <Casalbutlano, 9 novembre, nella quale si legge : Ho tardato tanto a scrìverti perché volevo conoscere e comuni* carri le fin mot de la elione riguardo alla mia conferenza sfumata di Cremona; ma non Io BO ancora. Non so cioè se gli scrupoli di Bonomelli abbiano avuto origine in insinuazioni da parte di chi lo circonda, o nelle oscillazioni ordinarie del suo carattere, o ancora in informazioni confidenziali giuntegli da Roma, Cosi pure volevo poterti dire se la tua lettera, rinviatagli, come sai, dal cord. Agliardi, fosse stata finalmente spedita a ehi di ragione. Invece non ho potuto in questi giorni avvicinare il vescovo, perché lo sapevo indisposto, e non credevo fosse il caso di presentarmi da Ini se non dietro un nuovo suo invito. Ma chi avrebbe potuto supporre tutto questo, vedendolo cosi entusiasmato e cosi incoraggiante pochi giorni fa! (BIBL. AMBROSIANA, Gallarati Scotti, serie HI, Carteggio, cart. 8, fase e Jacini Stefano).