Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI MILANO 1906-1909; JACINI STEFANO JUNIOR; MODERNISMO; <
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1969
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223
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Stefano J'acini jr. e II Rinnovamento 223
dall'apparente logica delle cose. La logica intima e profonda dobbiamo farla nascere noi.
E qualunque sia la via che stiamo per prendere, dobbiamo prefiggerci di seguirla senza rumore e senza giornali, e soprattutto senza interviste. Poiché è questo, credilo, il nostro errore fondamentale.3)
Ottimista appare anche Gallarati in una lettera spedita forse nello stesso giorno 10 novembre;
La condanna non è ancora venuta e vorrei che i miei colloqui con don Achille Ratti, nei quali ho cercato di indicargli le ragioni profonde di coscienza che mi persuadevano a non fare un atto di sottomissione e a conti* nuare nella direzione della rivista, finché la voce intima me lo comandava, avessero servito a deviare il colpo che stava per cadere su noi. Però non mi faccio illusioni.
Nel mio pensiero ho già delineato chiaramente il programma per Tanno venturo. Non credo che sia opportuno sospendere la rivista, ma vorrei che da parte di noi tutti ci fosse la ferma volontà di mettere da parte la polemica e di assumere una attitudine virilmente serena in faccia al Vaticano. Nessuno può dire che noi siamo dei timidi. Per le mie idee io sono disposto domani ad abbandonare tutto ciò che ho di più caro al mondo. Ma mi pare che abbiamo una troppo larga promessa di attività nell'avvenire per comprometterla oggi per il gusto puerile di indispettire il Vaticano. Mentre se noi sappiamo resistere alle tentazioni di chiacchierare sui giornali o di accumulare materia infiamma" bile, noi avremo vinto una delle più nobili e rare battaglie contro l'intransigenza, e avremo fatto fare un passo non indifferente alle idee che serviamo. Tutto sta di non dare né l'impressione di una ritirata* né quella della ribellione, di far sentire che una cosa ci è assai più cara del modernismo ed è la Chiesa. In questo senso ho riscritto a Bonomelli.
Se noi ci ritirassimo, il movimento passerebbe in altre mani e devierebbe. Sulle rovine del Rinnovamento sorgerebbe una nuova rivista, ma con ben altre intenzioni dalle nostre. Conviene che tu parli in questo senso a Monsignore. In questo momento, per superare la crisi, bisogna mostrare agli altri una grande decisione e precisione. Io poi mi affido molto a te e a Soragna perché appoggiate con fermezza il mio programma .2)
Le differenze tra i direttori e redattori del Rinnovamento, presenti certamente fin dalla preparazione e dalle origini della rivista, appaiono più evidenti nel momento della orisi e delle scelte decisive. Per Gallarati e Jacini le preoccupazioni religiose sono più vive di quelle culturali; essi non chiedono certo della notorietà e il personale successo, ma cercano il bene della Chiesa e si domandano quale via possa essere più giusta e più efficace. H dramma che sì svolge nell'intimo delle loro coscienze e nei rapporti con i familiari appare vissuto con maggiore profondità e sofferenza. Jacini e Gal-
i) Jacini a Gallarati Scotti, Cnttnlbiiiisina, 10 novembre (1907), ivi. 2) A. ì*i cart. H1, ftuw. 4, n. 40.