Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI MILANO 1906-1909; JACINI STEFANO JUNIOR; MODERNISMO; <
anno <1969>   pagina <224>
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Fausto Ponzi
tarati si sentono indubbiamente lontani dall'Alfieri e condannano alcuni suoi metodi; ma il primo soffre certamente nel constatare la distanza che lo separa anche dagli amici fraterni Alessandro ed Antonio. Egli ha per Casati un'ami­cizia nutrita di stima e ammirazione; sa già che Soragna, anziché sostenere le posizioni sue e di Gallargli, preferirà aderire piuttosto al partito ales­sandrino . Jacini si sente moralmente legato agli amici più anziani, che hanno avuto fiducia in lui nella preparazione e nell'attuazione di un'impresa, ch'egli ha sentito e sente benefica per la Chiesa e per l'Italia. Spera che il gruppo del Rinnovamento, proseguendo la rivista o scegliendo, come prefe­rirebbe, altre forme di studio e di apostolato, possa agire compatto e solidale. Teme soprattutto quel che presto si verificherà, ossia la divisione fra i di­rettori, e in particolare fra Casati e Gallarati Scotti, al primo dei quali egli è legato da profonda amicizia e da adi ni là d'interessi culturali, mentre al secondo si sente vicino sul piano religioso e per condizione familiare.
Un biglietto di Casati, che gli scrive: Siamo decisi almeno Al­fieri ed io ad andare innanzi a qualunque costo. Sentiamo che vi è una Chiesa assai più ampia di questa che ci esclude. Ci segua chi vuole e chi può 3' è da lui interpretato come una conferma della frattura creatasi nella direzione e della distanza che ormai separerebbe i due nuclei proprio sul terreno religioso.
Jaeini non vuole però ammettere che il gruppo possa dividersi e riaf­ferma la sua piena solidarietà agli amici, che spera ben decisi a rimanere uniti e a prendere, indipendentemente dalle personali opinioni, delle comuni deliberazioni circa le sorti della rivista e le forme dell'attività futura. Così scrive infatti a Gallarati Scotti:
Ricevo una lettera di Alessandro, in cui si parla del proposito di conti­nuare la rivista ad ogni costo, e vi si aggiunge: almeno Alfieri ed io -Ciò mi fa supporre che, da parte tua, le difficoltà pratiche s'intende, perché la via è teoricamente assai chiara * si siano piuttosto accresciute in questi giorni. Cosi è di me: il proposito di continuare la rivista anche aderendo al programma eccellente, esposto nella tua ultima lettera - mi sembra condurre ad un insuccesso pratico, che si fa ogni giorno più evidente ai miei occhi; in­successo pratico, il cui riverbero nel mondo delle idee può essere quasi insen­sibile, ma può anche avere una formidabile portata. Personalmente, le difficoltà intorno a me sono piuttosto taciute che espresse, piuttosto virtuali che reali; ciò non ostante, mi creano intorno un'atmosfera che non è sempre facile respi­rare senza dolore. Ma questo non sarebbe, ripeto, un ostacolo ad approvare una resistenza disperata, qualora essa mi sembrasse opportuna. Invece le mie rilut­tanze derivano dal sentimento che una tale resistenza ci priverebbe, forse per
i) La lette, non datata, Fa scritta probabilmente il 15 o 16 novèmbre del del 1907 perché il 17 Jaeini si riferisce ud essa scrivendo a Gallarati Scotti, È conservata in A. J., cart. HI, fase. 4, n. 45.