Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI MILANO 1906-1909; JACINI STEFANO JUNIOR; MODERNISMO; <
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1969
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Fausto Ponzi
tarati si sentono indubbiamente lontani dall'Alfieri e condannano alcuni suoi metodi; ma il primo soffre certamente nel constatare la distanza che lo separa anche dagli amici fraterni Alessandro ed Antonio. Egli ha per Casati un'amicizia nutrita di stima e ammirazione; sa già che Soragna, anziché sostenere le posizioni sue e di Gallargli, preferirà aderire piuttosto al partito alessandrino . Jacini si sente moralmente legato agli amici più anziani, che hanno avuto fiducia in lui nella preparazione e nell'attuazione di un'impresa, ch'egli ha sentito e sente benefica per la Chiesa e per l'Italia. Spera che il gruppo del Rinnovamento, proseguendo la rivista o scegliendo, come preferirebbe, altre forme di studio e di apostolato, possa agire compatto e solidale. Teme soprattutto quel che presto si verificherà, ossia la divisione fra i direttori, e in particolare fra Casati e Gallarati Scotti, al primo dei quali egli è legato da profonda amicizia e da adi ni là d'interessi culturali, mentre al secondo si sente vicino sul piano religioso e per condizione familiare.
Un biglietto di Casati, che gli scrive: Siamo decisi almeno Alfieri ed io ad andare innanzi a qualunque costo. Sentiamo che vi è una Chiesa assai più ampia di questa che ci esclude. Ci segua chi vuole e chi può 3' è da lui interpretato come una conferma della frattura creatasi nella direzione e della distanza che ormai separerebbe i due nuclei proprio sul terreno religioso.
Jaeini non vuole però ammettere che il gruppo possa dividersi e riafferma la sua piena solidarietà agli amici, che spera ben decisi a rimanere uniti e a prendere, indipendentemente dalle personali opinioni, delle comuni deliberazioni circa le sorti della rivista e le forme dell'attività futura. Così scrive infatti a Gallarati Scotti:
Ricevo una lettera di Alessandro, in cui si parla del proposito di continuare la rivista ad ogni costo, e vi si aggiunge: almeno Alfieri ed io -Ciò mi fa supporre che, da parte tua, le difficoltà pratiche s'intende, perché la via è teoricamente assai chiara * si siano piuttosto accresciute in questi giorni. Cosi è di me: il proposito di continuare la rivista anche aderendo al programma eccellente, esposto nella tua ultima lettera - mi sembra condurre ad un insuccesso pratico, che si fa ogni giorno più evidente ai miei occhi; insuccesso pratico, il cui riverbero nel mondo delle idee può essere quasi insensibile, ma può anche avere una formidabile portata. Personalmente, le difficoltà intorno a me sono piuttosto taciute che espresse, piuttosto virtuali che reali; ciò non ostante, mi creano intorno un'atmosfera che non è sempre facile respirare senza dolore. Ma questo non sarebbe, ripeto, un ostacolo ad approvare una resistenza disperata, qualora essa mi sembrasse opportuna. Invece le mie riluttanze derivano dal sentimento che una tale resistenza ci priverebbe, forse per
i) La lette, non datata, Fa scritta probabilmente il 15 o 16 novèmbre del del 1907 perché il 17 Jaeini si riferisce ud essa scrivendo a Gallarati Scotti, È conservata in A. J., cart. HI, fase. 4, n. 45.