Rassegna storica del Risorgimento

LANDRIEUX GIOVANNI ; NAPOLEONE I
anno <1914>   pagina <485>
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B generèk Bonaparte ecc. 485
assai spesso ridicoli; e che durante paftaceo della ridotta di' Ma] gitani o Millesimo, adendo scorto m grosso corpo di cavalleria ne­mica forte M 3 500 uomini, (II) mandò al gen. Stangai l'ordine di caricare il nemico con Guitti gli uomini che aveva sotto mano. Sten-gel, sebbene arditissimo, non credendo di poter tentare qualche cosa di utile coi 300 uomini, che soli aveva con sé, e che gli ser­vivano più che altro di scorta, pensò, prima, di mandar a chia­mare altri sìjtiadroni. Bonaparte, irritato dell'indugio, volendo pro-(prarsi lo spettacolo di una carica di cavalleria, che non aveva mai veduto, standosene al sicuro sopra un'altura, ingiunse a Stengel, con ripetuti órdini, di cMcare, senz'altro coi cavalieri elle aveva. Fu soddisfatta Stengel pfàssò col suo manipolo attravèrso alla linea nemica; ma rtfyaw :si' 'fernmó mortalmente femto; daftìtèffidue colpi di sciabola ; e ìii frMmto cheìrm. solamente <eeì itómini, col capo-squadrone Boise}tornarono indietro da questa stravagante carioa (!).
Trasportato in un villaggio vicino dallo stesso nemico, che ri­spettò il valore sfortunato, sentendosi morire, avrebbe imprecato, presenti il gen. Beaumont e il capo squadrone Roise, contro il ge­nerale Bonaparte in questa forma: Prenez garde à la baine de ce miseratole petit Corse, mes amie. 11 a voulu me faire perir, il y a réussi .! E, per spiegare il senso oscuro di queste parole, aggiunge che fra Bonaparte e Stengel cferanè state rielle vive>di-senssioni sull' uso della cavalleria in montagna, che Bonaparte n'On capiva
Ora esaminiamo pacatamente tutto questo mirabolante racconto.
I/avanzata dei Francesi in Piemonte, puf dopo le vittorie di Montenotte, di Millesimo e di Dego era sfcata strenuamente con­trastata dall'esercito sardo ; il quale; a (teva (16 aprile) e i>iù an­cora a San Michele (19 aprM0 inflisse due reali sconfitte ai Fran­cesi Pure, il gen. Golii-, non soccorso da Beaulieu, temendo di essere accerchiato e sopraffatto da Bonaparte, abbandonò la linea della Corsagli* e ripiegò1 sulla linea dell'Ellero. Collocatele sue truppe sulle forti postóibni di Vico e del Bricchetto, che sono come gli avamposti della cittadella di Mondovà si dispose ad ostacolare, quanto piti a lungo era possibile, l'avanzata all'esercitò nemico. Il gn. Bonaparte era smanioso di finirla soBeoitamente 'èon qnella 'ikffetet? resistenza dell-esercita sardoJ pÌ èJeiidO' poco