Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI MILANO 1906-1909; JACINI STEFANO JUNIOR; MODERNISMO; <
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1969
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231
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. Stefano Jacini jr. e Il Rinnovamento 231
La fiducia piena in Jacini è riconfermata poi in una lunga lettera del 22 agosto, nella quale Casati traccia per l'amico un vasto piano di studio e di lavoro, programma che del resto corrisponde alle reali tendenze e a già formulati progetti di Jacini, che in gran parte li attuerà:
(...) Fraternamente discorreremo di tante cose... Anche del Rinnovamento, che, superata la solita crisi della pubertà, deve avviarsi verso una forte adolescenza. Credo che l'anno venturo il lavoro meglio ordinato darà migliori frutti, senza gran fatica da parte dei redattori. Tutto scivolerà via, senza che ce n'accorgeremo. Da te, caro mio Stefano, non voglio grandi cose; no, un semplice aiuto; mano mano che tu andrai leggendo i libri che t'abbisognano pei tuoi lavori personali, ecco ti verrà fatto dì stendere una trama, un sunto, una specie di recensione, talvolta semplici note; ciò basterà.
Perché non devi credere ch'io sia un maniaco, ch'io veda tutto attraverso le lenti del direttore di una rivista, ch'io valuti gli uomini e gli amici sub specie rinnovamenti. Ci mancherebbe altro! // Rinnovamento è stato un risvegliatore d'energie, e, secondo me, questo è stato il suo migliore ufficio: senza d'esso Soragna sarebbe ancora sepolto negli archivi di Parma, Boine studierebbe ancora il provenzale, e tu... che so io? Quest'azione stime-Istrice esso la potrà ancora esercitare, ma anche fuori della sua cerchia. Intendi? Quel che tu hai fatto fin qui nel Rinnovamento, lo potrai continuare in certo modo anche in altre riviste, portandovi le medesime idee. La Nuova Antologia ti può essere aperta. A Firenze Prezzolila pubblicherà l'anno prossimo un piccolo foglio ebdomadario, La Cultura Italiana, dove si propone di volgarizzare le idee filosofiche e religiose della nuova generazione. Egli mi ha scritto di chiedere anche la tua collaborazione. Ebbene, l'occasione è buona; quattro o cinque articoli all'anno sulla vita delle idee in Germania, ecco quel che fa per te.
Per di più tu dovresti, entro l'anno prossimo, svolgere la tua tesi di diritto in un lavoro esauriente: DeWhdea del lecito nella morale e nel diritto (un volumetto di centocinquanta pagine, nel quale mostreresti il nascere del concetto del lecito nel diritto positivo antico, come penetri a poco a poco la morale, quale posto vi assuma, come esuli dalla morale, e rimandato al diritto ne esuli pure: un piccolo dramma), e cominciare il lavoro preparatorio per l'opera su tuo nonno. Due o tre anni di sunti e recensioni accumulate pel Rinnovamento basterebbe d'altra parte a permetterti un lavoro d'insieme sulle Idee religiose in Germania nella seconda metà del secolo XIX (da Schleiermacher a Troeltsch).
Così, a 25 anni, avresti a tuo attivo, oltre le traduzioni (Vossler, Jiilicher e Eucken) e gli sparsi articoli:
1) un'opera sul Risorgimento italiano (Stefano Jacini e il suo tempo)
2) un'operetta filosofica (del lecito...)
3) un volume di storia delle idee religiose (...)
4) la spinta per fare di più.
Questo lavoro intellettuale, che, ben ordinato, non richiede che cinque ore al giorno (la giornata ne ha ventiquattro: otto al sonno, otto alla famiglia, tre
Davvero, come soleva o suole dire il buon Von Htigel, un uomo senza famiglia è privo, non solo di molte gravi some, ma d'un grande stimolo por la sua stessa perfezione morale e poco può intendere della serietà della vita ( J., eart, HI, fasji? 7, n. 2).